I girasoli
Un inno alla vitalità della natura –
Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole.
Tutti gli anni, in estate, tornando verso casa, mi capita spesso di osservare lungo il tragitto, nel mese di luglio, a dispetto di un territorio invaso dall’edilizia, alcuni bei campi coltivati e tra questi alcuni campi di girasole.
È sempre un beneficio per la vista, non solo per il panorama, soprattutto per la bellezza che viene espressa. Lo disse bene un grande della pittura, che dipinse i girasoli, che quanto esprimono è un inno alla vitalità della natura. (1)
Per me è sempre una nuova scoperta. Non so perché, ma la presenza di questi bellissimi fiori nella zona in cui sono coltivati mi pare straordinaria, sorprendente.
Quest’anno, probabilmente a seguito del caldissimo giugno, mese anche molto secco, un primo grande campo si è presentato “bruciato”. La mancanza d’acqua ha sicuramente fatto soccombere le tantissime piante e vederle così a testa in giù o distese a terra, moribonde se non già senza vita, è stato veramente triste.
Dalla tristezza alla gioia nel vedere un campo successivo pieno, più contenuto ma circondato da uno scenario di verdi variegati, posto appena un po’ più in alto perché ai piedi di una collina, pieno e ricco di girasoli con la testolina giallissima che ti guarda ma che è già pronta a girare.
E oltre all’aspetto particolare ed originale, è proprio questa prontezza a girarsi che fa del girasole una pianta speciale. La Treccani dice che si tratta di Erba annua, originaria del Perù, oggi coltivata in tutte le regioni tropicali e temperate: ha fusti robusti, semplici o ramificati, alti anche più di tre metri, foglie grandi, cuoriformi, ruvide, capolini del diametro da 15 a 30 cm con fiori gialli e achenî commestibili; da questi si estrae per pressione a caldo l’olio, liquido inodoro, incolore o giallino, insipido che contiene soprattutto gliceridi, usato per l’alimentazione e per usi industriali (vernici, saponi). Caratteristica di questa pianta è il continuo disporsi, nei primordi della fioritura, dei peduncoli dell’infiorescenza verso la maggiore illuminazione, da cui il nome. (2)
Come che sia, il girasole ci dà un messaggio ben preciso e sta a noi coglierlo e prenderlo in considerazione: è meglio guardare sempre il lato positivo delle cose, proprio come il fiore guarda sempre il sole, non le nuvole.
La sua simbologia viene da lontano. Il girasole è anche conosciuto col nome scientifico di helianthus che significa mi rivolgo al sole perché già nell’antichità questo fiore era associato al sole e si era notato che il girasole segue il sole durante tutto il correre del giorno fino al tramonto. (3)
In effetti, nel girasole, avviene il fenomeno suddetto che si chiama eliotropismo: il girasole muove sempre il suo capolino – la corolla del fiore stesso – in direzione del sole durante i vari momenti del giorno.

Insomma, in questa circostanza, con la visione di due scenari differenti, dopo la tristezza per il campo devastato dalla siccità e dopo la gioia per il campo florido di fiori, che dire?
Beh! È proprio vero, forse i girasoli sono anche come i nostri progetti, alcuni non vanno avanti, restano sulla carta o vengono accantonati; altri invece progrediscono e si sviluppano bene quando meno ce lo aspettiamo.
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Citazioni: detti di Vincent W. Van Gogh e di Helen Keller;
Immagini: campo di girasoli by GiFa2025;
Note: (1) detto di Vincent W. Van Gogh; (2) da https://www.treccani.it/vocabolario/girasole/; (3) da https://www.interflora.it/linguaggiodelgirasole.