Fragore

 Fragore ... rumore incessante, costante e nonostante ciò pace.
Onde a tratti robuste che s'infrangono regolarmente sulla battigia di ciotoli
ciascuno simile ma non uguale all'altro.
Dopo ogni massaggio d'acqua nessuno è più dove prima.

In diversi posti di mare ho potuto leggere una frase tratta dal web che riporto sotto, soltanto aggiungo è assolutamente vera. Eccola: Se il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri, sei nel posto giusto.

Immagini: scatti by GiFa 2022 Senigallia: battigia e parete “animata” di una seahouse

Testo: versi by GiFa2019 iniziato tre anni fa e finito oggi a Senigallia


Indifferenza?

Credo negli esseri umani …

Considero che l’uomo, in quanto essere animale razionale, maschio o femmina, abbia molte più possibilità di un animale qualsiasi, cane o gatto che sia.

Pare una cosa ovvia , ma non è proprio così.

Sono indifferenti gli animali? Non è agevole rispondere. Anche se coloro che hanno cani o gatti difficilmente hanno dubbi al riguardo. Infatti con gli animali si possono instaurare rapporti del tutto speciali, non di indifferenza. Di certo, da sempre, sono gli esseri umani che sono molto bravi a fare gli indifferenti.

Considero però “indifferenza”, una parola che, come tante altre, penso sia assai manipolata.

Se guardiamo al suo significato etimologico scopriamo un senso diverso da quello che tutti siamo normalmente portati a dare. E se guardiamo invece alle definizioni più o meno titolate che nei secoli più recenti sono state date alla parola, scopriamo generalmente e trasversamente, dal punto di vista ideologico o ideale, una importante e comune connotazione negativa.

Riporto alcune definizioni rilevanti, a quest’ultimo riguardo. Jack Kerouac: Se la moderazione è una colpa, allora l’indifferenza è un crimine. Piero Gobetti: Non può essere morale chi è indifferente. L’onestà consiste nell’avere idee e crederci e farne centro e scopo di se stessi. George Bernard Shaw: Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della mancanza di umanità. Kahlil Gibran: Il desiderio è metà della vita; l’indifferenza è già metà della morte. Oscar Wilde: L’indifferenza è la vendetta che il mondo si prende sui mediocri. Anton Cechov: L’indifferenza è la paralisi dell’anima, è una morte prematura. Ezra Pound: Gli indifferenti non hanno mai fatto la storia, non hanno mai neanche capito la storia. Antonio Gramsci: Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Peter Marshall: Un mondo differente non può essere costruito da persone indifferenti.

Considero più aderenti ad una visione positiva descrizioni come le seguenti. Papa Francesco: Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza. Leonardo Livati: Il trucco è immedesimarsi nell’indifferenza per scrutare il mondo con occhi imparziali. Attenzione: immedesimarsi, non essere indifferenti che sarebbe il peggior peccato di cui macchiarsi. John Hughes Holmes: L’universo non è né ostile né amichevole. È semplicemente indifferente.

E’ evidente come la parola in questione sia diversamente utile, a seconda del pensiero che si è voluto trasmettere. Indifferenza può essere declinata in molti altri modi che vanno oltre le connotazioni positivo-negativo.

Si potrebbe poi, come per altre parole, affidarsi ad interpretazioni specifiche: religione, psicologia, filosofia, economia. Di certo è facile constatare come sia l’uso comune a favorire la definizione che va per la maggiore. Secondo quanto comunemente si pensa e si dice, spesso con tono di biasimo, l’indifferenza è condizione e comportamento di chi, in determinate circostanze o per abitudine, non mostra interessamento, simpatia, partecipazione affettiva, turbamento e simili (E. Treccani). Nell’ascetica, è lo stato, necessario al conseguimento della vita perfetta, in cui si rinuncia a ogni scelta finché non si conosca la volontà divina per uniformarsi completamente ad essa, e, secondo la filosofia, è lo stato tranquillo dell’animo che, di fronte a un oggetto, non prova per esso desiderio né repulsione; o che, di fronte all’esigenza di una decisione volontaria, non propende più per l’uno che per l’altro termine di un’alternativa (E. Treccani). Un po’ come avviene in economia quando si parla di scelte d’investimento che – pur diverse – comportino lo stesso risultato essendo di fatto perfettamente sostituibili tra loro.

Per finire, sono convinto che sia sempre una questione di scelta. E’ sempre così in tutte le situazioni che abbiamo modo di incrociare. Spesso diamo più importanza a questioni facili e che ci è comodo governare, mentre riusciamo a relativizzare ogni altra questione che ci faccia correre il rischio di sentirci a disagio o semplicemente ci metta in condizione di prendere posizione e di manifestere il nostro pensiero. In tal caso è agevole giocare la carta dell’indifferenza.

Un cambio di rotta è possibile agendo da un altro punto di vista: cercare sempre di fare la differenza.

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Citazione: Credo negli esseri umani – Marco Masini

Immagine: Incontro by Pixabay


Anima(li)

Gli animali hanno un’anima? Ora se lo chiede anche la Chiesa …

Mi chiedo sempre più spesso perché riusciamo ad essere con gli animali, con alcuni più che con altri, nel modo in cui vorremmo o dovremmo essere con i nostri simili. Spesso non riusciamo a pazientare, accettare o andare oltre con esseri umani, persone vicine a noi, magari del nostro ambito di prossimità. Facciamo fatica non solo a scambiare tenerezza ma anche a cercarci, dialogare, confrontarci, interrogarci, rispettarci.

Con gli animali, quelli che non parlano, che ci sono fedeli, che ci chiedono attenzioni, che ci sembra ci vengano dietro, quando in realtà fanno la loro vita, talvolta costretti nelle nostre regole, siamo empatici, disponibili, estremamente generosi. Molto pazienti.

Vedo spesso scene di teneri rapporti uomo-animale, di stupore per come cani, gatti, uccelli e non solo, reagiscono alle nostre attenzioni.

Pare ci sia da stupirsi.

Certo siamo di fronte alla bellezza del creato, non vi è alcun dubbio. Ma è solo questo?

C’è chi mi ha spiegato che c’è grande sintonia tra uomo e animale perché anche gli animali hanno un’anima.

Altri mi hanno raccontato che animale e uomo fanno insierme un binomio inscindibile, sono fatti per integrarsi, per essere insieme.

Altri ancora mi ripetono che dovremmo imparare dagli animali …

Sono d’accordo. Dico però che un conto è il cosiddetto regno animale e un conto è il sistema umano. Ho la sensazione che spesso facciamo un po’ di confusione e tanta strumentalizzazione.

Da parte mia trovo bello ed importante avere rispetto e ammirazione per le specie animali. E’ importante creare dei validi rapporti con gli animali, e penso che anche loro ne abbiano bisogno. Credo però sia molto più importante imparare ad aver rispetto e attenzione adeguata verso tutte le persone che ci circondano. Gli umani.

Ho capito di recente di avere un’attrazione speciale verso i gatti, tutti i gatti. Me ne ritrovo da anni esemplari sempre nuovi fuori casa. Sono visite “easy”che ricevo come succederà a tantissime persone. L’attrazione mi deriva da quello che il gatto rappresenta: esso racchiude in sé il lato istintivo della natura, è un animale libero e indipendente. Perciò è un essere privilegiato per il suo lato criptico e segreto. Lo compresero gli Egizi che fecero del gatto una divinità … Il gatto conosce istintivamente i segreti del benessere e dell’armonia, infatti i monaci zen lo ritenevano capace di “mostrare la Via”. Gran parte delle sue eccezionali qualità dipendono dai sensi. Un udito super fino, un olfatto prodigioso, una vista che funziona anche al buio, sono “strumenti” talmente sofisticati da permettere a questo felino di “vedere” una realtà molto più ampia di quella che è alla nostra portata … (1) A parte quanto detto dai “testi esperti”, mi attira ed affascina proprio il porsi del gatto: libero e distante, non lontano, alla giusta distanza, momento per momento. Come ho sempre desiderato e voglio essere io.

Quello che se ne ricava è un esempio, un simbolo. Noi non possiamo essere come i gatti o certi altri animali, non abbiamo le loro spiccate capacità. Ne abbiamo altre che ci fanno diversi e ci contraddistinguono, che ci fanno esseri superiori agli animali.

Si tratta di metterle in campo, possibilmente per replicare le buone relazioni che già abbiamo con molti nostri animali compagni di vità. Come gli animali anche noi abbiamo un’anima, e, diversamente da loro, cani o gatti che siano, possiamo esserne consapevoli.

E’ poi interessante come certi animali ci possano essere d’esempio, offrendo alla luce del sole e gratuitamente modalità comunicative o relazionali che molti umani non sanno neanche da dove arrivino. Di recente ho potuto fotografare delle situazioni che sono a dir poco “educative”. (2) Infatti ci sono tra gli incosapevoli animali approcci del tutto “costruttivi ed efficaci” che come specie umana abbiamo deciso da tempo di accantonare.

Che fare, proviamo a ricominciare?

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Citazione: da brano web https://www.wired.it/attualita/politica/2021/02/06/animali-hanno-anima-chiesa-dibattito/

Immagine in evidenza: Gentilezza by Pixabay

Riferimenti testo: (1) https://www.mitiemisteri.it/simbologia-significato-degli-animali/gatto/ – (2) foto by GiFa 2022 Navigando sul Mincio


Venti opposti

Nessuno che sia sempre stato libero può comprendere il terribile fascino della speranza di libertà per chi non è libero.

E’ passato poco più di un mese dall’ultimo scritto, su questo blog. Un po’ mi è mancato lo scrivere, ma poi mi sono ricordato che è importante fare una pausa. Pausa che mi ha permesso di accelerare nelle mie letture. Non solo studio, documentazione, aggiornamento e lettura creativa. Ho desiderato e sono riuscito a leggere per il gusto di leggere. Ho proseguito nel riscoprire, come si può dedure dalle mie ultime uscite, certi classici già letti nell’adolescenza. Ho inziato a leggere una scrittrice da sempre a me cara Pearl S. Buck. Le sue storie sono sempre ambientate in Asia e raccontano i drammatici scontri fra generazioni che si sviluppano nelle famiglie cinesi o indiane di antiche tradizioni. Sono racconti e romanzi ambientati tra il 1930 e il 1950 che raccolgono quasi sempre il forte contrasto tra poli opposti (occidente e oriente, uomo e donna, modernità e tradizione, ricchi e poveri, democrazia e monarchia, ecc.). L’autrice riesce sempre a evidenziare per esempio quanto l’uomo e la donna possano avvicinarsi e integrarsi ma quanto siano distanti per formazione culturale, carta d’identità, pregiudizio e adesione religiosa. Lo stesso vale per gli altri poli. Guardando ai contesti, questi passano dall’apparente impossibile dialogo tra nuovo e vecchio mondo come dal perdurare di guerre di invasione tutte asiatiche (vedi il perenne conflitto Cina – India).

Immagine Wikipedia

La scrittrice, premio Nobel nel 1938 per la letteratura, mi ha sempre colpito con le sue opere, e ci riesce ancora. Rileggendola, oggi, mi sono trovato a ripercorrere moltissime tappe, scrupolosamente descritte minuto per minuto dai media, riguardanti la guerra in Europa. A volte pare un “copiaincolla”. I libri della Buck sono ispirati a vicende vere di quasi un secolo fa. Quella che viviamo oggi, molto simile ai resoconti che si trovano in quei libri, non è un romanzo, è una grande tragedia anche perché ci dimostra con il sangue di moltissime persone che come umani non siamo stati capaci di progredire veramente.

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Citazione: https://le-citazioni.it/autori/pearl-s-buck/

Immagine: P.S. Buck da https://it.wikipedia.org/wiki/Pearl_S.Buck#/media/File:Pearl_Buck(Nobel).jpg


Per me stesso, chi sono?

… in America sono coreano, in Corea sono americano …

Avanti! disse. La porta si aprì e K.C. rimase sulla soglia. Il giorno stava per finire e il direttore aveva in animo di uscire presto perché ricorreva il compleanno di sua moglie e aveva preparato un dono da offrirle. Però un fanciullo veniva prima di tutto, e quello specialmente. Siedi, C. disse. K.C. sedette composto sull’orlo della sedia, dall’altro lato della scrivania. Scusatemi signore, vi disturbo? domandò. Nessun disturbo C. disse allegramente.

Quanti anni hai? Dodici, signore. Da quando sei qui è già capitato il tuo compleanno? Sì, signore. La settimana passata. Non ne hai parlato con nessuno? No, signore. E’ uno sbaglio. A noi fa molto piacere conoscere i compleanni … Promettimi che la prossima volta ce lo dirai. Anzi, segnerò la data. Ventisei ottobre. Né l’uno né l’altro accennarono al ricordo della famiglia, ma tutti e due erano consapevoli di quell’omissione. K.C. tacque un momento, non voleva andare via, ma esitava a restare. Bene, C.? domandò il direttore. Posso dire una cosa, signore? Tutto quello che vuoi, ragazzo mio.

Su me stesso.

Che cosa su te stesso?

K.C. alzò le sopracciglia: Chi sono io per favore? Il direttore lo guardò perplesso. Tu sei uno dei miei ragazzi. K.C. era paziente. Per me stesso, chi sono, signore?
Il direttore si strofinò il mento. Che cosa doveva rispondere? Dimmelo tu, C.

Non lo so, signore. Credo di essere figlio di mio padre, si chiama W., come sapete. Ma ora non ne sono sicuro. Forse sono soltanto figlio di mia madre, il suo nome è K.

Dov’é tua madre, C.? Il direttore avanzava su un territorio sconosciuto, vietato forse, ma quando si trattava di un ragazzo qualsiasi …

Sta in Corea, signore. E’ una donna coreana.

Parlami di lei.

K.C. arrossì. So molto poco. Per me è mia madre, un viso bellissimo. Ho anche una nonna coreana, molto vecchia, non molto gentile. Mia madre non è così. Lei è calma. Ma qualche volta … Scosse la testa e tacque. Il direttore lo incoraggiò affettuosamente. Talvolta, che cosa? K.C. volse la testa da una parte: Mi odia per qualche cosa. No di certo disse il direttore, scoprendo una ferita molto profonda. Mia madre mi odia ripeté K.C. Per qualche ragione, perché io sono americano come mio padre. In Corea sono americano. Ma qui in America non sono al sicuro. Sembra che qui io sia coreano. Là mi chiamavano Occhi Tondi. Qui mi chiamano Occhi Stretti. Chi l’ha detto? domandò il direttore. Qualche ragazzo. E va bene. Non ha molta importanza. Soltanto vorrei sapere che cosa sono da per tutto. Il direttore sentì una stretta al cuore … Doveva procedere con molto tatto …

Tu K.C. ti interessi di scienza, così lascia che ti spieghi in termini almeno di biologia. Lascia che ti parli di alcune interessanti creature di cui si occupa la scienza naturale … Sono una nuova specie, un anello di congiunzione fra due regni. Tu sai che cosa sgnifica la parola ambiente …

Ora parlando di ambiente, prendiamo le libellule. Conosci le libellule?

Ve ne sono molte in Corea.

Anche qui. Esse cominciano la loro vita nell’acqua. Penseranno – immagino, se loro pensano – di essere creature acquatiche. Ma un giorno sentono il violento desiderio di levarsi alla superficie dell’acqua. Qui, si spogliano della loro pelle e improvvisamente si trovano con le ali. Prima di allora non hanno mai conosciuto le ali, ma appena le hanno, spiccano il volo nel sole e mai più tornano nell’acqua dove sono nate.

Ho cercato così di dirti che in tutta la natura esistono questi preziosi anelli di congiunzione tra i regni, tra le specie, e ora tra le razze. Li definisco preziosi perché tendono all’unità della creazione. Le divisioni non sono durevoli.

Volete parlare di me, signore?

Sì. Verrà un tempo in cui in tutto il mondo vi saranno tanti esseri come te che nessuno li distinguerà più con un nome. E’ un procedimento della natura e non può essere fermato. Tu sei importante. Tu sei essenziale. Non so dirti come tu sei nato, come ti sei trovato fra queste creature che sono un anello di congiunzione, perché non so la tua storia. Ma tu un giorno lo saprai. Frattanto ricordati che tu sei prezioso, che tu sei nato per uno scopo, uno degli eterni scopi della natura, che prima diversifica e, poi unifica per fare della vita un’onda continua, perenne

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Citazione e frammento: da P.S.B. tratto da La casa dei fiori – Bur

Immagine: Demoiselle by Pixabay


Nonna mi disse …

… se ho imparato qualcosa nella mia lunga vita è essere grata a ogni occasione in cui ho seguito le mie simpatie ed evitato le mie antipatie

Nonna mi disse: Ho l’mpressione che tu sia sola. Risposi: Oh no, nonna. Non sono mai sola. Ma la nonna aveva insistito e questa era una cosa davvero insolita. Mi preoccupo ugualmente per te. Quando sarò morta, come sarà inevitabile nel corso della natura, chi ti sarà vicino? Sono stata egoista, temo. Ti ho permesso di condurre la mia vita invece di insistere perché te ne costruissi una tua. Ed io: Sono perfettamente felice, nonna. E l’anziana con decisione: E allora vuol dire che non conosci la felicità. Vedi c’é una differenza. Riconoscerai la felicità, quando la troverai. Io precisai in tono interrogativo: Forse la felicità è solo non essere infelici?

Cara, voglio che tu mi prometta che quando sarai sola ti metterai immediatamente in viaggio. Per dove, lo lascio scegliere a te. Ma vorrei che tu andassi in un paese che non conosci. Lasciati guidare solo dalla tua inclinazione. Se ho imparato qualcosa nella mia lunga vita è essere grata a ogni occasione in cui ho seguito le mie simpatie ed evitato le mie antipatie. Dal momento che sono vicina alla fine della mia vita, e pronta a incominciare la prossima, vorrei parlarti degli uomini che ho amato … e che amerò sempre.

Quello che non sai, bambina, è che il cuore non invecchia mai. Ho osservato con divertimento il mio corpo che invecchiava, ben sapendo che la fiamma eterna nel mio cuore non aveva neppure un tremito …

Quando ci siamo sposati, tuo nonno e io, ero troppo giovane. Prima di andarsene mi disse: Ascoltami! Sei troppo giovane per non innamorarti. Voglio che ti innamori … il più spesso possibile. Voglio che tu sappia che, ovunque sarò, avrai la mia approvazione. Non voglio che tu mi sia, come si dice fedele. Mi sarai fedele facendo quello che il tuo cuore desidera. L’amore non può mai essere peccato. Può essere solo una benedizione. Anche se il tuo amore non è ricambiato amare è una prova di vita, anzi, l’unica prova, perché quando non riesci ad amare un altro essere umano, significa che non sei viva.


Incontro

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Citazione: P.S.B. tratto da Mandala – Bur

Immagine: Incontro by 4Ever.eu

Testo:  di P.S.B. tratto da Mandala – Bur


Amici …

Amicizia – Un sentimento antico come la storia della civiltà. L’amicizia è un rapporto fatto di fiducia, simpatia, affetto e reciproca scelta, che si riscontra in ogni tempo e in ogni luogo, ma che nessuna teoria può spiegare del tutto. L’amicizia prevede che esista un rapporto paritario, e questo la distingue dagli altri legami che coinvolgono gli affetti.

Ritornando all’autentico

In questo pezzo mi riferisco ad amici veri, non certo alle millantate amicizie, stile Mediaset.

Improvvisamente ho amici … tanti amici.

Udì la sua voce pronunciare quelle parole e istintivamente indietreggiò. Non era ancora pronta ad avere amici. In effetti, non era venuta fin qui per trovare amici. Era venuta sulla spinta di un impulso, lasciandosi andare alla deriva come aveva sempre fatto, ma non senza meta, non senza difesa. Vagava alla ricerca della bellezza, presa nei suoi sogni come una conchiglia vuota nella corrente, galleggiando sulle acque del mare. Era cosciente del vuoto ed era cosciente della necessità di riempirlo. Certo il significato della necessità era la capacità. La sua capacità era la realtà, ma la realtà era ancora vaga e non riusciva a definirla in parole. Aveva imparato, comunque, che la realtà non è sempre bella. A volte era dura e crudele, a volte significava miseria e tenebre, a volte era potere e paura. A volte era solo musica, chiara e senza complicazioni. Giudicava secondo la sua valutazione. Qualunque cosa fosse la realtà, era sincera, non aveva nascondigli, non fingeva. Era vita, profonda e in lenta crescita. Alla fine era arrivata a credere che la realtà si potesse trovare solo in un paese lontano, antico, nel più antico dei paesi, il paese madre dell’antica Asia. Qui avrebbe vissuto almeno per un poco, si disse; qui forse avrebbe scoperto il suo vero essere, che non aveva mai trovato in tutta la sua vita, perché non aveva mai avuto una casa. Guidata solo da se stessa, aveva scoperto queste parole.

Le antipatie e le simpatie di Oggi, le improvvise affinità come innamorarsi a prima vista, e le improvvise ostilità che apparentemente non hanno senso, sono condizionate da rapporti sepolti in un lontano Ieri, mentre quelle di domani sono prevedibili, e quindi regolate dalle azioni di Oggi. Anche le più piccole cose

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Citazione: http://www.treccani.it/enciclopedia/amicizia/

Immagine: by Pixabay, Amici

Testo: di P.S.B. tratto da Mandala – Bur


Amici o nemici?

Lo Xinjiang (Sinkiang), un territorio autonomo nel Nord-ovest della Cina, è una vasta regione di deserti e montagne. Qui vivono numerose minoranze etniche, tra cui gli Uiguri turchi. La Via della Seta, che un tempo fungeva da collegamento tra Cina e Medio Oriente, passava proprio per questa regione.

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Nemici!

Della serie corsi e ricorsi …

Ho letto un libro che è ambientato nella regione riportata nell’immagine e che riguarda un conflitto sociale e bellico di un tempo lontano. Perché mai mi ricorda moltissimo quanto stiamo vivendo in questo 2022?

Noi, India, Cina e Pakistan, formiamo una triade di nemici, una vera trinità, simile alla Divinità dai tre volti, solo che sarebbe difficile identificare la parte di ognuno di noi dal momento che tutti vorremmo sostenere di essere il Creatore e nessuno accetterebbe il ruolo di Distruttore e chi di noi potrebbe sostenere di essere il Conservatore?

Ahimé, nella vita nulla è chiaro come nella pietra, perché noi cambiamo, cambiamo!

Ad ogni modo quando il Pakistan non è riuscito a spuntarla riguardo al Kashmir nel 1959 di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si è rivolto alla Cina, per vendetta o disperazione, chi può dirlo? A ogni modo, i suoi colloqui con la Cina hanno riaffermato i suoi diritti sovrani sul Kashmir. A quel tempo la Cina era prudente e solo dopo la conclusione dei suoi colloqui con noi ha accettato di incontrare i rappresentanti del Pakistan. Quei colloqui tra cinesi e pakistani sono stati solo un segno degli ulteriori recenti accordi. Come spiegare altrimenti il fatto che il Pakistan abbia dato alla Cina quasi 6000 miglia quadrate del suo territorio? … A ogni modo, tutto ha portato il Pakistan ad allontanarsi da noi, anzi dall’Occidente, e ad avvicinarsi alla Cina per rappresaglia. La Cina è ora al centro di tutto il problema del Kashmir. Eppure le montagne del Kashmir sono un indispensabile baluardo, sia per il Pakistan sia per noi, non solo contro la Cina ma anche tra noi due. E anche la Russia Sovietica si interessa al Kashmir. Ci ha appoggiato persino contro la Cina; manda istruttori russi a insegnare ai nostri piloti indiani come pilotare tra quelle formidabili montagne e ci ha promesso jet da combattimento più moderni di quelli che vende alla Cina, se devo credere ai giornali di oggi. A quale scopo? Penso che alla provincia cinese del Sinkiang, naturalmente, così ricca di minerali e così strategicamente importante tra la Russia stessa e la Cina, dato che i confini russi in quella zona sono indefiniti. Sinkiang è il punto centrale. Ma per noi?

Ora la nostra zona è diventata importante per la Cina come passaggio per il Sinkiang. Se ne rende conto? Certo che se ne rende conto, ma quella zona per me è la tomba di mio figlio

[da colloquio tra oligarca indiano e suo primo ministro]

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Citazione: da Wikipedia

Immagine: Sinkiang da Wikipedia

Testo: di P.S.B. tratto da Mandala – Bur


Libertà che spinge il popolo

Ho domande che rimangono senza risposte o che cadono nel vuoto … Per esempio è ammissibile oggi essere estremisti di pacifismo come ci insegnerebbero alcuni valori di riferimento? E’ ammissibile credendo in certi valori che ispirano alla non violenza sostenere in qualsiasi modo l’armarmento per difendersi da chi ci colpisce? Come e perché essere neutrali?

Redoute

Ho timori e ho tanti tentativi di risposta e nessuna risposta certa. Ogni richiamo a personaggi del passato, penso a Kennedy oppure a Gorbaciov o ancora a Gandhi e a molti altri, mi porta a dire non tanto che erano tempi diversi, ma che erano leader diversi. I veri leader oggi – quelli che lavorano principalmente per la propria comunità mettendo a rischio la propria vita (come Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, i Dalai Lama, per dirne soltanto alcuni) e che puntano sul dialogo – non esistono più o almeno non si vedono nel presente oppure, se ci sono, sembrano essere inascoltati.

Pare abbiano più seguito, e lo sappiamo bene, gli inventori di fake, gli influencer, gli opinion leader in genere abili manipolatori delle genti, purtroppo per scopi che tendono prevelentemente ad avvantaggiare economicamente o per altre finalità se stessi. E poi quando arriva il grande “distruttore”, leader di morte e infatti, non ostante una diffusa incredulità, egli arriva, anche tutti i manipolatori gli si adattano immediatamente con una capacità che ha del sensazionale.

Ecco allora il fenomeno delle prese di posizione. Anche oggi succede con molta chiarezza, sotto gli occhi di tutti.

C’é chi vuole la pace e manifesta in modo esuberante perché sia la strategia vincente. Solo che chi ha provocato e iniziato una guerra non riceve la richiesta, anzi manda i missili. E quindi? Oltre a manifestare che si può fare?

C’é chi lotta per la libertà e per mantenere la propria democrazia per quanto imperfetta. Come si può dargli torto. Ogni azione tesa a difendersi dall’invasore non può essere criticata aprioristicamente.

C’é chi cerca pretesti utili per mantenersi sulla posizione del “penso per me” e questa è la via più facile e forse più diffusa. Vediamo come va a finire e poi vediamo che cosa ci conviene fare e da che parte stare.

C’é chi sfrutta le amare e tragiche conseguenze della guerra per speculare, per trovare tornaconti mai immaginati, sia economico-finanziari sia di consenso.

E le persone, esseri umani come noi, soffrono e muoiono, siano essi tra la popolazione che subisce l’invasione sia tra gli invasori.

Ma la cosiddetta libertà … non è un bene comune?

Guardando a tante storie passate ritroviamo ancora gli stessi tratti. Perché non vogliamo fermarci e pensarci su, per vedere se c’è una via d’uscita?

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[frammento]

Lei disse: Sapevo che sarebbe morto. Lui: Non potevi saperlo. Si vergognava della sua impazienza. Aveva affittato un elicottero che lo portasse più vicino possibile al confine, zona di guerra. Avrebbe voluto che piangesse, ma lei non piangeva. Non una sola lacrima era uscita dai suoi occhi un’ora prima, quando era andato da lei, con le lacrime che gli rigavano le guance e il telegramma aperto in mano. Lei lo aveva preso, lo aveva letto e poi aveva alzato gli occhi verso di lui da dove era seduta sola sulla terrazza, avvolta nel suo abito bianco. Mentre la fissava aspettandosi che scoppiasse in singhiozzi, la moglie era parsa solo rinchiudersi e i suoi occhi si erano fatti più scuri e più grandi. Gli aveva reso il telegramma e non si era mossa. Lui accese la radio per ascoltare le notizie. La voce del primo ministro entrò nella stanza. Parlava in inglese. In questo giorno decisivo ci troviamo a fronteggiare la più seria minaccia che mai ci sia venuta dalla nostra indipendenza in poi. Ma teniamo alta la testa e fronteggiamo questa minaccia. Abbiamo dietro di noi la forza di una nazione unita. Rallegriamoci per questo e applichiamoci al più grave compito di oggi, che è la difesa della nostra completa libertà e integrità e l’allontanamento di tutti coloro che commettono una aggressione al sacro nostro territorio. La bella voce tremò, si interruppe e poi proseguì. Invito tutti voi, a qualunque religione o partito o gruppo apparteniate, a essere compagni in questa grande lotta a cui siamo stati costretti. Ho piena fiducia nel nostro popolo e nella causa e nel futuro del nostro paese … Poi la voce tacque. Lui non aveva notato che la moglie aveva lasciato la stanza. Ora era ritornata … Lui guardò e si sentì raggelare il cuore. La circondò con le braccia e se la strinse al petto. Sentì la sua guancia umida contro la pelle nuda e, abbassando gli occhi vide che finalmente stava piangendo, con un terribile ritegno ma stava piangendo. L’inserviente volgeva loro le spalle perché potessero sentirsi soli. Poi, non riuscendo più a resistere, fu sopraffatto anche lui dai singhiozzi e corse fuori dalla stanza.

Citazione: by Diario 2022 di Gianni Faccin Gedi 2022

Frammento: by P.S.B. tratto da Mandala – Bur

Immagine: da arttrip.it/eugene-delacroix-pittore-biografia/


Morire ancora di guerra

… 2022 come 1962, diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale …

Le déjà vu.

Si tratta di locuzione francese che richiama alla mente cose già viste, già vissute e sperimentate. Viene spesso usato anche nel comune parlare italiano per esprimere in modo rafforzato un “aver già visto o vissuto”.

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E’ il marito che si rivolge alla giovane moglie e madre.

Piangi, piangi, mia cara. Ed improvvisamente a quell’invito, lei cedette ai singhiozzi. Contro il muro, il servo volgeva loro le spalle perché potessero sentirsi soli. Poi, non riuscendo più a resistere, fu sopraffatto anche lui dai singhiozzi e corse fuori dalla stanza.

Solo con la moglie, la sentì una cosa sola con il suo dolore, uniti come non lo erano mai neppure nella passione dell’amore coniugale. Colui che avevano creato assieme, il loro unico figlio, ora non c’era più.

Che significato aveva tutto questo? La domanda gli si formulò a forza nel cervello. Questa unicità nel dolore sarebbe continuata anche una volta finite le lacrime o sarebbe passata anche lei, come passano tutte le cose, lasciandoli eternamente separati?

Strinse a sé la moglie in un nuovo assalto di dolore. Piangi mia cara sussurò. Piangi per dare solievo a te e anche a me.

L’elicottero scese. Si poteva scrutare il vasto altopiano desertico che circondava il lago. In lontananza si vedeva il contorno delle crudelli montagne. Dalle loro alte creste , nel chiaro sole del mezzogiorno, un vento possente sollevava nuovole di neve visibili anche a tante miglia di distanza.

Un guardia in un’uniforme lacera gli si avvicinò e disse: l’aspettavo.

Chiese: dov’é mio figlio? Rispose: le ceneri di suo figlio sono state sparse su questo lago assieme a quelle degli altri morti. La sua sottile mano scura si era alzata, con le dita tremanti come ali d’uccello.

Il padre scrutò l’azzurra intensità. Il lago era uno dei molti della regione ed era il più grande, lungo un centinaio di miglia.

Perché questo lago doveva essere il luogo di riposo delle ceneri del figlio? Non aveva sperato molto di trovare il suo corpo, perché il viaggio aveva richiesto troppo tempo, ma aveva ugualmente sperato. Ora percorse la breve distanza che lo separava dalla riva e, fermatosi, immerse la mano nell’acqua. L’acqua gli rimase nel palmo a conca, trasparente e fredda.

Si rialzò e si passò la mano bagnata sul cappotto”.

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Citazione: Da Canzone dei 12 mesi (adattata) di Francesco Guccini

Immagine: Lake by Pixabay

Testo: di P.S.B. tratto da Mandala – Bur