Serendipità
Sento il battito del cuore degli uomini …
La mia esperienza di oggi che ha che fare con la serendipità riguarda un collegamento spirituale con un’entità che è una città, il centro di una nazione in parte esistente, nome di un popolo destinato ad essere unito e di fatto diviso perché sempre in guerra, da sempre tra le sofferenze. Una storia millenaria, passata e vissuta eppure attuale, attualissima.
La città simbolo di un crocevia sociale, politico, culturale e religioso, vero centro del mondo, è per l’ennesima volta la “violentata”, altro che la “liberata” come ebbe a scrivere il Tasso. Mentre potrebbe essere uno spazio condiviso di confronto e dialogo, diventa – come in una consuetudine – spazio di scontro violento.
Come ho detto, la mia esperienza richiama la serendipità e parte da un ricordo ben presente di tipo musicale, un ricordo chiarissimo e non superato che nacque nel 1965, quando io avevo 8 anni. Il dettaglio, come spesso mi capita, arriva inaspettato alla memoria che si stupisce, si sorprende e gioisce.
È fantastico quando cerchi qualcosa, lo vuoi trovare in tutti i modi, ti ci avvicini e lo trovi, eppoi …
È indescrivibile quando riascolti una canzone del 1965 senza averlo programmato ed è come fosse oggi, o quasi … E mentre stai cercando e trovi quella canzone si riaffacciano altri ricordi che nella condivisione familiare ti riportano ad altri segni, ad altri avvenimenti di quegli anni, ad altre canzoni, a collegamenti altrui che si intrecciano con i tuoi, eppoi …
Ecco il brano, assolutamente autentico, anche se tradotto, che mi riporta, ci riporta al centro delle nostre storie, dei nostri pensieri più profondi, delle nostre fedi e delle nostre speranze. Ci riporta alla realtà più tremenda anche se sembrerebbe lontana, e noi in mezzo a proseguire il nostro viaggio di vita, con il nostro bagaglio pieno di dubbi.
Alla fine le parole sono talmente intrise di significato che non serve commentarle … poesia pura.
…
Yerushala’im, la mia città d’oro, città di rame e luce – Il tuo nome è nei nostri sogni e nelle nostre preghiere
Il vento che viene dalla montagna – Mi parla dei tempi passati
Dietro ogni pietra sono nascosti – Dolori o gioie
Sento il battito dei cuori degli uomini – Che finalmente dormono senza difficoltà
Quest’ora doveva suonare – Dopo il tempo di piangere
…
Le persone più grandi hanno scritto poesie – Se ti canto ancora
È perché ti amo Yerushala’im – Città della luce e dell’oro
…
Citazione e versi nel testo: Jérusalem en or (testo di Naomi Shemer 1967 scritto e cantato dalla medesima, cantato da molti artisti tra i quali Ofra Haza e Rika Zarai)
Immagine: Jerusalem by jd-Balck of Pixabay
Riferimenti: Gerusalemme liberata, lirica di Torquato Tasso



