Presenza oggi

Volere o no, siamo tutti, quanti siamo uomini sulla terra, inquieti appassionati e non mai sazi cercatori 

Non assenza.

Tanto tempo ed energie ho dedicato e dedico a me stesso. E agli altri.

Ne avevo e ne ho bisogno. Credo sia più che giusto, e molta strada ho ancora da fare.

Ma oggi ho ben chiaro di quanto sia importante e meraviglioso ch’io sia pienamente presente.

Presente per te, con te, ora e qui.

Non presenza ingombrante, arrogante, imbarazzante, invadente, dominante, indisponente.

Sì presenza alla pari, paziente, disponibile, attenta, accogliente, rispettosa.

Costruttiva e nutriente, per entrambi.

Come ho sempre – non sempre – coscientemente sperato fosse.

Che poi diventa ricchezza reciproca. La vera ricchezza.

Continuerò a lavorare su di me e in favore degli altri, com’è nella mia indole, ma rinnoverò da subito il mio essere con te.

Non assenza. Presenza autentica.

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Citazione: tratta da Cristo con gli alpini di don Carlo Gnocchi – Ed Bur (Rizzoli)

Immagine: foto by AnCa – Movimenti nel sole – Grado settembre 2020

Testo: da Diario 2021 di Gianni Faccin Ed. Gedi


Cucciolo …

… sei la cosa più bella che mi sia mai accaduta…

Non è per emozioni o pensieri. Non è per solo ricordo e conseguente ripensamento. Ma è per amore e visione. Per visione d’amore.

Non c’è altro da aggiungere. Il brano del mio cantautore preferito è troppo bello e significativo.

Vale sempre, di padre in padre. E’ dichiarazione d’amore e progetto di vita.

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Mio cucciolo d'uomo, così simile a me, 
di quello che sono vorrei dare a te
solo le cose migliori e tutto quello che ho imparato dai miei errori, 
dai timori che ho dentro di me.
Ma c'è una cosa sola che ti vorrei insegnare:
è di far crescere i tuoi sogni e come riuscirli a realizzare.
Ma anche che certe volte non si può proprio evitare
e se diventano incubi li devi sapere affrontare.
E se ci riuscirò un giorno sarai pronto a volare,
aprirai le ali al vento e salirai nel sole.
E quando verrà il momento spero solo di ricordare
che è ora di farmi da parte e di lasciarti andare.
Mio piccolo uomo, così diverso da me
ti chiedo perdono per tutto quello che
a volte io non sono e non so nemmeno capire perché.
Non vorrei che le mie insicurezze si riflettessero su di te.
E c'è una sola cosa che io posso fare: 
è di nutrire i tuoi sogni e poi lasciarteli realizzare.
Ma se le tue illusioni si trasformassero in delusioni
Cercherò di darti la forza per continuare a sperare
E se ci riuscirò un giorno sarai pronto a volare.

Eppure certe volte mi sembra ancora solo di giocare
alle responsabilità, alla casa da pagare.
Forse fra quarant'anni anche mio figlio mi domanderà
"Ti sembrava solo un gioco papà, tanto tempo fa".
E se ci riuscirò un giorno sarai pronto a volare
aprirai le ali al vento e salirai nel sole.
Ma quando verrà il momento spero solo di ricordare
che è ora di farmi da parte e di lasciarti andare.

Citazione: da Diario 2021 di Gianni Faccin – Gedi 2021

Immagine e premessa by GiFa

Versi: da Il mio cucciolo d’uomo di Eugenio Finardi da album Millennio 1991


Innamorarsi a tredici anni

L’amore non è cieco. L’infatuazione è cieca. L’amore vede tutto e accetta ogni cosa.

La vedevo tutti i giorni andando a scuola
Non sono mai riuscito a dirle una parola
La guardavo camminare da lontano
Con i suoi capelli biondi ed i libri in mano
Non ricordo neanche più che faccia aveva
Ma l’odore della nebbia di mattina
Quando mi vestivo in fretta per far prima
E fingere di essere lì per caso quando usciva

Io cercavo di attirare la sua attenzione
Ma ero un bambino goffo e non sapevo come
E poi c’era un tipo che si chiamava Sansone di cognome
Che aveva gli occhi verdi e giocava da Dio a pallone
Aveva gli occhi verdi e la pelle scura
E la faccia di uno che non ha avuto mai paura
Che giocava ancora meglio se sapeva che lei guardava
E le brillava lo sguardo quando gli sorrideva

Penso che ci siamo passati in tanti. Sono anche sicuro che per molti si è anche ripresentato in età meno adolescenziali, anagraficamente parlando.

Come che sia, queste sono esperienze importanti in cui si inizia più consapevolemente a contattare le proprie emozioni e a scendere a patti con loro.

Sono periodi della vita che ci fanno vivere fuori dalla realtà e a crederci super eroi. Ma molto possiamo imparare da queste situazioni, perchè ci si mette a trattare direttamente con la propria autostima, con le proprie aspettative e con il contesto in cui siamo immersi, fatto di regole, principi, bisogni degli altri e presunti ostacoli, i più vari, che paiono sbarrarci la strada rispetto a quanto desideriamo.

Soprattutto ci si trova a dialogare con le parti più nascoste di noi stessi, con l’essenza di noi, questa sconosciuta, e si impara a darle spazio e a riconoscerla.

Sono talmente intense le emozioni dei tredici anni che in età adulta se ne può aver paura oppure, anche con timore, ci si trova ad accettare di replicare quelle esperienze.

Si sperimenta, sotto ogni punto di vista, magari oggi più di ieri. Ma è inevitabile e necessario.

Si impara ad amare, e si può anche capire che l’amore vero non è la fase di innamoramento, per quanto sia bello e necessario viverlo.

Perché l’amore vero viene dopo.

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Citazione da frasi di Anamika Mishra

Immagine da Pixabay: Gioventù

Versi: by Eugenio Finardi da album Acustica 1993