È già buio

Versi non miei, anonimi, ritrovati …

È già buio, s'acquetano i boschi e le selvagge distese dei prati, dormono gli uccelli sotto i tetti nei loro nidi di fango e sognano ormai i bimbi il loro mondo di fiaba, ma ancora una luce brilla nel buio della notte, mentre le ombre scendono furtive dai monti.
Cammino, piano, nella strada e guardo quella luce.
La sento mia, sento che ha qualcosa di me.
Guardo, quasi con paura e vedo me stessa.
Piango? Perché piango? O forse non sono io? E mi ritornano in mente tante cose della mia vita.
E un'angoscia profonda mi opprime, mi soffoca e i pensieri turbinano nella mia mente, vorrei gridare, ma non posso.
Io, un fantoccio di pezza, invoco il mio sarto, voglio vivere!
Sarto, ti prego, cuci in me stessa un cuore felice, un'anima senza dolore perché amo la vita.
Tu, perché me la togli?
Le tue forbici mi vogliono tagliare, le tue mani mi vogliono scucire ma io voglio vivere eppure sono nelle tue mani, dipendo da te, puoi fare quello che vuoi di me stessa.
La luce si spegne e un volto si affaccia alla finestra.
E nel cielo illuminato dalla luna muore lentamente quel viso e con esso la mia vita, ma ancora sento che si aggrappa alla luce, al mondo.
E così so che soffrirò per sempre.
L'ombra taciturna scende sui campi e si fa sempre più nera e nero è l'azzurro e nero è il verde.
E là, nel buio, dove il cielo si fonde con la terra io muoio e nessuno lo sa, nessuno se ne accorge.

.

Citazione: a cura dell’autore

Immagine: Notte by Bianca Van Dijk of Pixabay

Versi: Anonimi da carteggio datato assegnabile a M.F.