Uno sguardo diverso

Quando la pianta è divenuta albero, ha le sue radici e non ha più bisogno di supporto …

Riporto qui un brano dall’ultimo articolo uscito sul mio blog “AiutoallaPersona.it” (1).

.

Se c’è un sogno che mi accompagna da sempre, mi viene da dire, è quello di vivere relazioni genuine e, riuscendoci, relazioni d’aiuto.
Il tutto, basandomi sulla valorizzazione di ogni incontro e di ogni persona, chiunque essa sia.
Infatti, sono convinto che ci sia del sacro in ogni persona e quindi in ogni incontro. Ma di questo vorrei scrivere in altra occasione.
Su questi aspetti, non di poco conto, ho investito buona parte della mia vita, seppur non sempre pienamente consapevole delle mie azioni. Di certo consapevole dei miei desideri e del mio bisogno di ricerca.
La mia, è stata una strada impegnativa che si è delineata anno dopo anno, e oggi posso affermare decennio dopo decennio.
In questo tempo, a distanza, posso affermare che trovo un senso quasi compiuto di quanto cercato, studiato, sperimentato e realizzato, e questo mi incoraggia a proseguire, ma con un approccio più speciale.
La strada da percorrere va oggi gustata metro per metro, momento per momento. E, sperandoci e credendoci, penso ci possa essere ancora un bel tragitto da affrontare.

Sul valore e significato della “relazione d’aiuto” rimando ad un articolo precedente, indicato nelle note (2).

Oggi mi preme evidenziare, e non lo si fa mai abbastanza, una lettura diversa della relazione d’aiuto. Una lettura diversa, come per tutte le cose, si fa con uno “sguardo” particolare, più attento, interessato, disponibile ad accogliere, rispettoso, paziente e sgombro da pregiudizi e giudizi.
Mi rifaccio ad un autore che seguo particolarmente (3), il quale dice che si può avvicinare la relazione d’aiuto al “lavoro di un giardiniere molto attento e particolare: egli cura le sue piante con attenzione, dando a ciascuno non secondo una propria misura, ma secondo un sapere che è attento a ciò di cui ciascuna ha bisogno; quello che può essere giusto per una pianta può essere nocivo per un’altra. Il giardiniere però non è sempre presente … è fedele, ma non asfissiante non impedisce, con la propria ombra alla piccola pianta di crescere. Il giardiniere sa anche che, quando la pianta è divenuta albero, ha le sue radici e non ha più bisogno del suo supporto …”.
.

fiordiloto

.
È un’affermazione che mi piace molto perché da un lato mi libera dal pesante fardello che spesso sento nelle relazioni di dover fare di più, di dover andare oltre; e dall’altro mi piace perché trovo conferma di quello che dovrebbe essere l’approccio genitoriale rispetto ai figli.


Esserci, solo esserci.

.

Note:

Citazione: da scritto di Federico Batini, adattato per l’occasione dall’autore
Immagini: in copertina “lavande” a cura di Angela Canale e intratesto “fiordiloto“, foto a cura dell’autore;

Riferimenti nel testo:

(1) AiutoallaPersona: blog al seguente indirizzo https://www.aiutoallapersona.it/blog/sguardo;

(2) da https://www.aiutoallapersona.it/blog/relazione-d-aiuto;

(3) da pag. 9 del libro Lo sguardo che carezza da lontano di Federico Batini (recensione Gloria Capecchi in Educazione&Scuola gennaio 2021)


L’Amore è Forza

L’amore non guarda con gli occhi ma con l’anima.

.

Di questi tempi abbondano sempre di più le occasioni di auto apprendimento e auto riflessione, basta cercare sui social, ce n’è per tutti i gusti. Ci sono anche i corsi per apprendere l’amore. In questo caso viene definito da qualche esperto una ‘competenza’. E certamente si tratta di qualcosa che si impara, che si vive e si sperimenta.

A me piace pensare che sia una “forza”. Di sicuro è un qualche cosa di non ben definibile, ma è la parola “forza” che più si attaglia all’amore, questo sentimento che fa girare tutto l’universo.

La forza dell’amore si declina in diverse modalità. Per esempio nella “distanza”. Quella qualità che è senz’altro un modo di vivere il sentimento, ma che va oltre, rappresentando qualcosa di più e di distinto. Ti spinge a cercare qualcosa o qualcuno, e nel contempo ti fa scegliere di tenere una posizione di distacco, per rispettare i tempi altrui, i sentimenti altrui.

E’ distanza silenziosa e nello stesso tempo di attesa. C’è aspettativa, ma rispettosa e fiduciosa. Non c’è ossessione o ansia, non c’è calcolo e non c’è paura. C’è invece presenza fatta di serenità e fiducia. E’ insomma una molla e anche un freno ben calibrati insieme.

“Come con un figlio cresciuto. Desideri il suo contatto più di ogni altra cosa. Speri di essere cercato, di venire chiamato. Sospiri per ogni possibile difficoltà, anche solo immaginata. Lo cerchi e poi, quando si fa trovare, ti sospendi e non fai quelle domande che avresti voluto fare, cambi argomento e … respiri il suo respiro … pur lontano. Ed è allora che senti la “forza” e scopri che è scambiata, è reciproca perché a doppio senso di marcia.

… Amore è anche un “sapore”. Può essere amaro perché tuo figlio ti dice qualcosa che non vorresti mai ascoltare e che accetti tuo malgrado. Ma può essere anche estremamente dolce e gradevole, quando guardandoti negli occhi o ascoltandoti al telefono ti esprime la sua essenza fatta di sogni, desideri, non solo di preoccupazioni o malesseri. E ti dona se stesso. Lo fa invitandoti a specchiare la tua anima nella sua”. (*)

È la forza dell'amore quella che non fa dormire 
Finché il sole con l'alba non verrà 
Con la forza dell'amore sognavamo di suonare 
Più che per voglia per necessità 
E le ore ad aspettare che i tuoi si decidessero a partire 
Per rubare un po' di felicità 
Ma la forza dell'amore non si fermerà.

Citazione: da frasi di William Shakespeare

Foto by GiFa: opera di Angela Canale (Raggio di luce 2021 – particolare)

Riferimento testo (*): da Diario 2021, Gianni Faccin – Gedi 2021

Versi: dal brano La forza dell’amore di Eugenio Finardi, tratto da album La forza dell’amore 1990


Scrivo …

Il fatto

Quale è il fatto? Il fatto è che quando scrivo sono felice.

 Scrivo e mi sento nel qui e ora.
 Scrivo e sento tutto me stesso e mi sento pieno di questa intimità come non mai.
 Scrivo, penso e mi ascolto.
 Sono ribelle, ma equilibrato.
 Sono matto, ma non troppo,
 Sono solidale, sempre.
 Sono senza limiti, ma entro un confine.
 Sono misurato, ma senza dubbi.
 Sono bambino, quanto basta.
 Sono maturo, ma senza essere arrivato.
 Sono cercatore, ma senza fretta.
 Sento tutto me stesso in un incrocio senza semafori, in cui avviene l'incontro delle mie identità. 

Citazione by Gianni Faccin

Foto GiFa 2013: Autoritratto in ufficio (Cariverona Thiene Piazza Chilesotti)


Io, Gianni

Sono una persona che si considera molto fortunata e che, ancor oggi, è in continua ricerca e lavoro su se stessa.
Sono nato nel 1957 a Schio (Vicenza) da genitori straordinari, di umili origini operaie, che hanno dato a me e a mia sorella Lucia, un grande esempio e una visione positiva della vita nonché, con notevole sacrificio, un appoggio incondizionato per la nostra crescita educativa e formativa. E’ grazie a questo supporto familiare che sono riuscito a progredire e a maturare diplomandomi e poi laureandomi.
Presto incontrai Angela (1974) e quasi subito ci rendemmo conto di essere fatti l’uno per l’altra, tanto che, dopo un fidanzamento non breve, ci sposammo, dopo essermi laureato da studente-lavoratore. Infatti iniziai a lavorare in banca, una volta fatto il militare, durante il quale riuscii a proseguire nello studio.

Mi sento molto fortunato anche perché sono diventato papà di Nicola, ed è stata ed è, quella del genitore, un’esperienza unica, credo la più bella esperienza che si possa fare.

Ancora, mi sento molto fortunato perché nella mia vita ho avuto la possibilità di vivere innumerevoli incontri con persone diversissime e sempre speciali. A queste persone credo di aver donato molto di mio, ma, ne sono convinto, dalle stesse ho ricevuto molto, molto di più.

Oltre alla dimensione culturale, i miei genitori mi hanno accompagnato, a modo loro, a scoprire la sensibilità verso chi ci circonda, vicino o lontano che sia, ma con una speciale attenzione a chi è più “prossimo”. 

E infatti fin da giovane ho sempre avuto uno sguardo di attenzione verso gli altri, partecipando a varie iniziative d’impegno civico, sociale e associativo. Mi sono sempre sentito “animatore sociale”.

Non aggiungo altro a questa introduzione, un po’ dovuta, per scoprire meglio il mio “chi sono”.

.

Foto GiFa 2019 – Tonezza del Cimone (Vi)