… Questo amore bello come il giorno e cattivo come il tempo quando il tempo è cattivo. Questo amore così vero …
...Non è nel cuore
ma è riconoscersi dall'odore
e non puo' esistere l'affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po' di pazienza
perché l'amore è vivere insieme
l'amore è sì volersi bene
ma l'amore è fatto di gioia
ma anche di noia ...
Già.
Sta nei versi del cantautore, ma mi è ben chiaro, sta nella quotidianità.
Condividere la vita insieme a qualcuno è fatto di tante cose belle e buone, ma ci sono anche aspetti meno belli e graditi. Ci sono infatti inevitabilmente momenti di stanchezza, di disagio, di scoraggiamento e di perdita di entusiasmo e di noia … Sì, proprio di noia.
Per questo ci vogliono forza di volontà, pazienza, calma, fiducia e desiderio.
Il desiderio si contrappone alla noia e alla stanchezza, aiuta la forza e la pazienza, inoltre alimenta la fiducia.
Ma tutto ciò non viene in automatico, serve allenarsi e per andare in palestra come per fare qualsiasi cosa impegnativa occorre volerlo dal profondo.
Poi c’é anche da dire che fare qualcosa di impegnativo in compagnia aiuta, spinge, motiva…
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Citazione: da poesia Questo Amore di Jacques Prévert
Foto by NiFa: Noi a Longa di Schiavon 25 giugno 2021
… È stato quel che è stato. Questa cosa sempre nuova e che non è mai cambiata. Vera come una pianta, tremante come un uccello, calda e viva come l’estate …
Sì.
E’ stato quel che è stato, ma quel che rimane, quel che conta, quel che è, è che “ti amo”.
Ti amo in semplicità e in complessità, ti amo senza pretesa e con ammirazione, ti amo con certezza e con stupore.
Ti amo in ogni momento, senza noia e con allegria.
Mi piace iniziare questo mese estivo con entusiasmo e gioia.
Lo faccio miscelando parole mie con parole altrui. Scelte con cura. Distinte e fuse nel contempo.
In particolare con la memoria e il ripasso di brani, di un poeta e di un cantautore in questo caso, che hanno fatto grandi ed emozionanti alcuni miei momenti di vita. Specialmente in questo mese – agosto – mese di augusta dignità, dedicato usualmente al riposo annuale, alla pausa dagli impegni e – ove possibile – alle “ferie”.
Ecco allora, tornando all’incipit iniziale, lo sviluppo dettagliato di un “ti amo” che amo, secondo un noto cantautore, che pure amo e sento vicino.
Hai il cuore pulito come appena nevicato, ma caldo e forte come un cavallo imbizzarrito che ti fa capace di arrabbiarti poi subito di calmarti e che di amarmi non ha mai dubitato. E amo il tuo sapore di fragole e di panna d’estate d’erba appena calpestata. Ti amo perché sei solare perché ti so capire ti amo per come mi ami tu.
Hai gli occhi verdi come il mare di un atollo tropicale aperti come il cielo delle praterie. Occhi senza male che non san nasconder niente nemmeno quanto tu sia intelligente. Ti amo perché sei solare perché ti so toccare ti amo perché sei una donna ma anche un vero uomo, un’amica un socio a volte un maggiordomo perché giochi tutti i ruoli ma ti piaci in uno solo quello di donna con vicino il suo uomo …
Mi piace anche, in questo stupendo mese, parlare di Amore. E ne parlerò ancora prossimamente.
Vorrei scavare in questa grande realtà, che appare sempre di più come l’ancora di salvezza per l’umanità dei giorni nostri.
Un grande poeta francese (vedi citazione principale) era convinto che fosse l’Amore l’unica salvezza del mondo. I suo versi ce lo confermano.
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Citazione iniziale: da poesia Questo Amore di Jacques Prévert
Citazione secondaria: da versi Ti Amo di Gianni Faccin
Foto by Maori: presso baita Pontara a Tonezza del Cimone 12 luglio 2021
Immagine in evidenza by Pixabay: Coppia
Testo richiamato: brano Ti amo per come mi ami tu di Eugenio Finardi, tratto da album Finardi 1981
L’anno scorso, qualche giorno prima di Natale, mia madre ha accusato i sintomi del Covid-19.
E’ stata dura, soprattutto per lei, ma anche per i familiari che si sono trovati, preoccupatissimi, a gestire una situazione temuta, ma anche in ogni modo contrastata, grazie a tante precauzioni ed attenzioni.
Poi è arrivato il contagio. E solo alcuni di noi, pur esposti, sono rimasti esclusi dal malanno.
Mia madre a 93 anni ha affrontato anche questa esperienza e, grazie al cielo, l’ha potuta superare.
Dopo il periodo di isolamento e di cura, questa donna meravigliosa ha ripreso la sua vita fatta di cose semplici ed importanti allo stesso tempo.
Gli acciacchi degli ultimi anni pesano oggi di più, ma lei a dispetto dell’età e dei guai fisici rimane battagliera nel voler essere informata, organizzata, presente nei rapporti con gli altri, puntuale in qualche ricorrenza.
Mantiene il più possibile la casa in ordine, tiene agenda di alcuni impegni e appuntamenti, gestisce la posta in arrivo, legge le riviste preferite che le arrivano in abbonamento.
Si tiene su, è sempre pronta a sorridere. Anche nei momenti difficili è lei a prendere l’iniziativa per incoraggiare, ascoltare, esprimere parole di fiducia.
Ovviamente, ed è ovvio per chi la conosce bene, fa continua manutenzione dei propri pensieri e del proprio credo. Infatti giornalmente mantiene stabili alcuni appuntamenti televisivi con la Messa, la recita del Rosario e quando è possibile con le interviste o gli interventi di Papa Francesco.
Beh in televisione non segue soltanto programmi religiosi, essendo molto interessata ad alcune rubriche di attualità e di temi sociali.
Ci tiene a mantenere i contatti almeno telefonici, talvolta quasi giornalieri, con alcune persone care, le sorelle per esempio, per le quali si sente di essere la “maggiore”.
Posso affermare che è socialmente impegnata, anche se il suo impegno si esprime costantemente con il suo interessarsi, confrontarsi ed essere presente sulle vicende piccole e grandi che ci riguardano tutti.
E anche in questo dà a noi tutti di famiglia una continua testimonianza.
Ma come fa? Come le è nata questa forza?
Posso dire qualcosa soltanto in risposta alla prima domanda.
Oggi sono stato seduto vicino a lei per quasi quattro ore e le ho parlato, ma di più guardata e ascoltata. Posso dire che l’ho ascoltata a lungo. E ho avuto con lei momenti di condivisione e commozione.
La sua forza è misteriosa da una parte perché di primo impatto è tutta naturale, spontanea, diretta e per niente teatrale.
Dall’altra parte, ad ascoltarla bene, mia madre ha in sé un’essenza che è senza dubbio genuina, autentica ed è travolgente in quanto ti trascina facilmente dentro a quella cintura di fuoco che, a suo dire, è alimentata d’amore vero.
E’ un sentire profondo che si stacca da ogni regola o dogma di cui siamo stati a lungo informati. Un sentire alto, raffinato, apparentemente irraggiungibile. Lontano, eppure così vicino.
Oggi lei mi ha raccontato del suo rapporto con Dio e le sue parole semplici mi hanno fatto sentire immerso in quella cintura d’amore come fosse una cosa normalissima.
Fede sì, ma basata sull’amore concreto, ossia attenzione e cura dell’altro, benevolenza, rispetto, tolleranza e benedizione.
Benedizione anche, non ricordo in tanti anni di aver sentito da lei dire male di qualcuno.
Per me è chiaro che è stata ed è questa la sua forza. Quella forza che ha contribuito non poco a condurla fuori dal Covid-19, continuando a vivere con fiducia e speranza, come ha sempre fatto.
E guardando avanti.
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Foto: by Lucia Faccin (nostra madre dopo la recente vaccinazione anti-Covid
Certi numeri sono impietosi, ma ciò che conta è che danno l’idea …
E’ proprio così.
Non ci avevo più pensato, pur vedendo negli anni scorrere le date.
Eppure oggi mi spaventa e nello stesso tempo mi entusiasma vedere come ci siamo arrivati e che il desiderio di proseguire ci sia più che mai.
Il desiderio di stare insieme e costruire insieme.
Essere grati alla vita e ricambiare verso gli altri, verso la natura, verso la bellezza che ci circonda.
Facendo semplici le cose che potrebbero essere anche difficili o ritenute complicate.
Quando ci siamo conosciuti, nel 1974, è stato un momento “magico”. Lo sai quello che provai e che ogni tanto tra i tuoi sorrisi ti ripeto allegramente, come fosse la prima volta.
Solo nel 1976 l’amicizia divenne decisamente più profonda e iniziammo una storia d’amore, fatta di vita semplice ed intensa allo stesso tempo, con impegni vari, gli studi, le preoccupazioni familiari, i pensieri per il futuro, tante relazioni sociali e poco tempo per noi.
Ma sullo sfondo c’era già il nostro progetto di vita insieme e tu ne eri grande paladina.
Io ci tenevo tanto ma ero preso da cose come finire l’università, fare il militare, trovare lavoro. Tu serbavi in cuore molte preoccupazioni e speranze per il futuro. Già lavoravi e in un certo senso “aspettavi che io fossi pronto”.
Incerta e titubante come ti consideravi, eri forte e sicura che ce l’avremmo fatta.
E ce l’abbiamo fatta, sposandoci finalmente nel 1984, e vivendo una storia decisamente non facile, per i problemi che vivono tante coppie, ma bellissima e indescrivibile.
Solo i protagonisti di una storia come la nostra possono capire fino in fondo.
Nel 1989 la nostra vita in comune trovò coronamento con l’arrivo di Nicola.
Mi fermo qui, perché qualsiasi altra cosa volessi aggiungere correrei il rischio di rovinare questo stupendo momento, questo ricordo di una unione che ancora oggi mi lascia stupefatto.
E’ quella sensazione per cui qualcuno disse: “Due è per sempre”.
Ecco un altro numero. E questo è un numero per niente impietoso, un piccolo numero, ma assai significativo.
Infatti dà l’idea…
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Citazione, foto e testi by GiFa
Riferimento bibliografico: Due è per sempre di Daniela Fustini GEDI