Credo in te

Non ti dico grazie mille volte perché conto ancora sul tuo aiuto, ma ti dico grazie per credere in me
... Io ci provo perché inizio da qualche parte, per me è un inizio ...
Ti comunico questa cosa perché è giusto tu lo sappia ....
Sei la prima persona che mi ha aiutato.

Voglio continuare a collaborare insieme, ci tengo ai progetti di cui abbiamo parlato e su cui abbiamo tanto pensato insieme ... ma mi devo dedicare a questo nuovo lavoro.

Non è quello che voglio, ma mi devo dedicare perché ... ho bisogno di farlo.

Ci sono tante cose da dire, ma ti dico solo grazie, grazie, grazie.
Perché sei la prima persona che mi ha veramente aiutato ...
e hai capito la mia voglia di mettermi in gioco.




Talvolta ci sono parole donate che diventano versi, poesia, gratitudine pura.

Grazie A.

Sono io che ti ringrazio per avermi donato l’opportunità di dare al nostro incontro una significato profondo, prima ancora che un senso di ricerca e di pratica utilità.

E ringrazio Dio, l’Universo e quanto c’é di Superiore per questa ricchezza che si fa gioia reciproca, condivisa.

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Citazione by A.M.A.

Immagine by Pixabay: La gioia

Testo in versi by A.M.A.


Madre

La sua eredità non è quella della Legge, ma quella del sentimento della vita; il suo dono è quello del respiro; il suo volto è il primo volto del mondo.

Quando penso a lei, a mia madre, la prima parola che mi viene in mente, e che risponde ad un desiderio ben definito di tenerezza, è “grazie”.

E’ una gratitudine che parte da lontano e che spesso mi ha fatto sentire presente, quasi fossi stato già grande, fin dai tempi della mia nascita. Sia ben chiaro, non ho ricordi dettagliati, ma è quello che sento, nei momenti di grande intimità con me stesso, rievocando situazioni, racconti, pensieri e parole.

Desidero ora affidarmi ad un brano che le dedicai il 18 maggio 2020 (suo 93° compleanno), in epoca pandemica. E’ una specie di poesia che esprime appieno il mio sentire.

Grazie Mamma!

 Grazie mamma
 perché ci hai dato
 la tenerezza delle tue carezze,
 il bacio della buona notte,
 il tuo sorriso premuroso,
 la dolce tua mano che ci dà sicurezza.
 Hai asciugato in segreto le nostre lacrime,
 hai incoraggiato i nostri passi,
 hai corretto i nostri errori,
 hai protetto il nostro cammino,
 hai educato il nostro spirito,
 con saggezza e con amore
 ci hai introdotto alla vita.
 E mentre vegliavi con cura su di noi 
 trovavi il tempo
 per i mille lavori di casa.
 Tu non hai mai pensato
 di chiedere un grazie. 

Citazione by Massimo Recalcati

Foto by GiFa 2020

Brano by Judith Bond (Grazie mamma) – adattamento by Gianni Faccin

Mio padre





Le cose semplici

Le cose semplici son sempre le più belle, entrano dentro sfiorandoti la pelle.

Bussano al cuore, ti fanno emozionare, mettono le ali e ti aiutano a volare.

Diventa poi difficile mandarle via, restano lì e ti fanno compagnia.

Sì, è vero le cose belle ti accompagnano sempre.

E se esprimono autenticità e semplicità sono ancora più belle.

Fanno tutte parte del bagaglio trasmessoci e da portare avanti perché possa a sua volta essere ritrasmesso.

Sono le radici da amare, senza le quali non si può volare.

Grazie papà!

Mi piacerebbe tu fossi qui anche fisicamente,
presente come lo sei sempre di più nel ricordo
e nell’intimo crocevia, dove pensieri e desideri si rincorrono.
Mi piacerebbe potessi discutere ancora di speranze e promesse,
di sogni e impegni.
Sarei finalmente pronto a dirti tutto di me
e a chiederti tutto quello che non siamo mai riusciti
a colmare tra di noi.
Come volevi, come avrei voluto.
Vorrei poterti raccontare tutte le piccole grandi novità di quest’ultimo decennio e godere delle tue reazioni di stupore.
Mi piacerebbe, sarei, vorrei …
Ma sento che tu hai sempre saputo e che ci sei sempre stato.
Sento che tu sai e che ci sei".

Citazione: versi by Annamaria Sudiero (Le cose semplici da Respiri dell’anima GEDI 2016)

Testi e versi by Gianni Faccin (Le cose belle … 2021 e Mi piacerebbe … 2017)

Foto: riproduzione foto Pietro Faccin 1934 by GiFa

Riferimenti a margine: A.J. Cronin (La bellezza non svanirà – Bompiani 1970) e B. Ulsamer (Senza radici non si vola – Ed. Crisalide 2008)


S. Natale 2020 …

Io-Tu-Noi

Qui nella casa in cui sono nato e in cui ho vissuto, qui con mia moglie e mia madre vicine, per me oggi è Natale. Sento ogni momento della giornata come una tregua dei pensieri e delle preoccupazioni pur presenti, dunque come una pausa di festa tutta mia, tutta nostra.

L’idea e il desiderio di questo blog, da tempo in gestazione, sono venuti a maturazione durante la recente ricorrenza del S. Natale.

Tutti ci ripetiamo da mesi, che l’anno appena trascorso ce lo ricorderemo per sempre. Non ci sono dubbi al riguardo.

Il 2020 è stato anche l’anno degli slogan, come “Andrà tutto bene”, “Restiamo a casa”, “Ripartiamo”, e così via.

In realtà possiamo pure raccontarcela, ma temo che non andrà tutto bene, per quanto continueremo a restare a casa e a ripartire.

Ci sono troppi aspetti da chiarire, non solo di tipo sanitario, e ci sono troppe contraddizioni e punti deboli in noi che la pandemia ha fatto venire a galla.

Punti talora oscuri su cui dovremo lavorare a lungo.

E il Natale appena trascorso rimarrà nelle nostre menti e nei nostri cuori come un momento veramente particolare e contrastato. Non fosse altro che per la evidente forte conflittualità tra i desideri e i bisogni di festa, di riposo, di vacanza, e anche di ritrovo tra persone che aspirano a stare finalmente insieme, da una parte; e le paure derivanti dal rischio di contagio reciproco accompagnate dalle tensioni derivanti dall’imposizione di non incontrarsi, di non avvicinarsi, per usare un verbo abusato, di non “fare assembramento”, dall’altra.

Un momento che pare interminabile, in uno scenario fatto di crescenti situazioni di sofferenza fisica e morale, di distacco fatale tra persone della stessa famiglia o parenti o amiche.

Io invece ho avuto la grande fortuna di ritrovare la mia famiglia, pur colpita inaspettatamente dal virus, nei giorni che hanno preceduto il Natale.

E potrei gridarlo forte: è stato un momento di grande preoccupazione, ma giorno per giorno anche di grande condivisione, vicinanza e sollievo per tutti noi.

Una vicinanza imprevista, ma inevitabile per poter prestare assistenza, come nel caso di mia madre.

Di tutto questo sono grato.

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Citazione by Gianni Faccin

Immagine by Pixabay: Donna in attesa