Il miracolo dell’ordine

Ho cominciato a occuparmi dei pensieri che penso, degli oggetti che scelgo, delle cose che amo, dei libri che leggo. Ho deciso che erano un riflesso e che avrebbero parlato di me. Così facendo, ho conosciuto una persona fantastica, me stessa.

Se percepiamo confusione intorno a noi è perché la nostra mente è intasata e sopraffatta dal caos, e ciò testimonia il disordine nella nostra vita. Ne sono riflessi evidenti gli armadi pieni di roba, le agende piene di incombenze, le settimane fatte di dieci giorni, il cellulare pieno di contatti e messaggi, foto e video, spesso non cercati, e via dicendo. E’ sicuramente urgente ed importante riconquistare tempi e spazi per discernere tra ciò che conta davvero e ciò che è semplicemente inutile. Occorre una buona e salutare introspezione che aiuti a far emergere l’essenziale.


La parola “ordine” mi ha sempre impressionato. Essa, infatti, è una di quelle parole che hanno molti significati sia nella pratica quotidiana sia nella definizione di categorie concettuali. È talmente poliedrica che viene difficilmente messa in campo, almeno da parte mia. Guardando ai dizionari la parola in questione è la “disposizione regolare di più cose collocate, le une rispetto alle altre, secondo un criterio organico e ragionato, rispondente a fini di praticità, di opportunità, di armonia, …”.

Sta di fatto che nella mia vita l’ho spesso incontrata, e allontanata per mia ribellione personale (ci tornerò in altra occasione). Salvo riprenderla in certi momenti in cui ho sentito il bisogno di un appiglio che mi aiutasse a fare chiarezza o a trovare serenità e sicurezza. Mi riferisco sia a cose importanti sia a cose molto semplici e ordinarie.

Dopo l’uscita dal mondo lavorativo, ho gradualmente sentito l’esigenza di “fare pulizia” con riguardo a molte strutture di pensiero e a molte cose che mi occupavano anche fisicamente, non solo intellettualmente. E ho sempre trovato serenità nel cosiddetto “lasciare andare”, sostituendo altre strategie personali che ho spesso usato in precedenza (per esempio la fuga o il rinvio).

Ma che significa?

“Lasciare andare” è un processo, un tratto di strada che sai se avviene, perché ne sei divenuto consapevole, ma non sai quando esattamente ha avuto inizio e, soprattutto, non sai quando finirà. In realtà, non credo sia soltanto importante, è fondamentale, per me, attuarlo, e farlo coscientemente.

Nella sua grande saggezza, il libro di Qohelet, afferma: “C’è un tempo per conservare e un tempo per buttare via”. Ecco, si tratta di concretizzare questa massima in modo consapevole.

Credo che nella vita “fare ordine” sia essenziale, ma per dare avvio a questa fase, in ogni occasione è utile partire dalle piccole cose e dalle questioni che riguardano la quotidianità.

Non è banale. Si tratta, come sto facendo in questi mesi, di guardare dentro ai miei armadi riempiti zeppi di libri, foto, carte, documenti, appunti, oggetti di ogni tipo, compresi vecchi dispositivi elettronici che potrebbero essere trasferiti in qualche museo. Da qui a stabilire la netta distinzione tra le quattro combinazioni di urgente-importante-non urgente-non importante il passo, non facile, è comunque breve. E così avviene l’introspezione.

Ed è solo in questo modo che riuscirò a dare il vero valore al mio tempo. Giorno per giorno. Aprendo così la porta all’impegno più bello, ma anche più intensamente concreto, pur apparendo di primo acchito cosa da professionisti. Ed io garantisco, è un’assicurazione “per la vita”. Intendo il fare ordine in me stesso dando valore a ciò che mi fa sopravvivere, ossia alle mie emozioni, mettendole però al posto giusto per non cadere nel disagio e nel caos. Ancora, intendo il dare valore al mio pensiero, trovando equilibrio tra pensare bene e pensare male, quindi pesando il primo e cercando di “buttare via i pensieri tossici”, che di certo arrivano puntualmente e rovinano la vita a me e a chi mi è vicino.

Durante questo tratto di strada avviene l’altra parte di miracolo che permette di essere pronti a rivolgersi agli altri e fare ordine nelle diverse relazioni. Dura eh? Sì, è dura.

Ma poi si può rivivere, tenendosi ben strette le amicizie e le relazioni vere rispetto a quelle superficiali.

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Citazione by Cristina (nome di fantasia) a cura Carmen Laval (Tempo dello spirito 09/2020)

Immagini by Pixabay: Essenzialità e Attesa

Riferimenti e ispirazioni: Il Libro del Qohelet e La magia del riordino di M. Kondo Ed. Vallardi

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