Anima(li)

Gli animali hanno un’anima? Ora se lo chiede anche la Chiesa …

Mi chiedo sempre più spesso perché riusciamo ad essere con gli animali, con alcuni più che con altri, nel modo in cui vorremmo o dovremmo essere con i nostri simili. Spesso non riusciamo a pazientare, accettare o andare oltre con esseri umani, persone vicine a noi, magari del nostro ambito di prossimità. Facciamo fatica non solo a scambiare tenerezza ma anche a cercarci, dialogare, confrontarci, interrogarci, rispettarci.

Con gli animali, quelli che non parlano, che ci sono fedeli, che ci chiedono attenzioni, che ci sembra ci vengano dietro, quando in realtà fanno la loro vita, talvolta costretti nelle nostre regole, siamo empatici, disponibili, estremamente generosi. Molto pazienti.

Vedo spesso scene di teneri rapporti uomo-animale, di stupore per come cani, gatti, uccelli e non solo, reagiscono alle nostre attenzioni.

Pare ci sia da stupirsi.

Certo siamo di fronte alla bellezza del creato, non vi è alcun dubbio. Ma è solo questo?

C’è chi mi ha spiegato che c’è grande sintonia tra uomo e animale perché anche gli animali hanno un’anima.

Altri mi hanno raccontato che animale e uomo fanno insierme un binomio inscindibile, sono fatti per integrarsi, per essere insieme.

Altri ancora mi ripetono che dovremmo imparare dagli animali …

Sono d’accordo. Dico però che un conto è il cosiddetto regno animale e un conto è il sistema umano. Ho la sensazione che spesso facciamo un po’ di confusione e tanta strumentalizzazione.

Da parte mia trovo bello ed importante avere rispetto e ammirazione per le specie animali. E’ importante creare dei validi rapporti con gli animali, e penso che anche loro ne abbiano bisogno. Credo però sia molto più importante imparare ad aver rispetto e attenzione adeguata verso tutte le persone che ci circondano. Gli umani.

Ho capito di recente di avere un’attrazione speciale verso i gatti, tutti i gatti. Me ne ritrovo da anni esemplari sempre nuovi fuori casa. Sono visite “easy”che ricevo come succederà a tantissime persone. L’attrazione mi deriva da quello che il gatto rappresenta: esso racchiude in sé il lato istintivo della natura, è un animale libero e indipendente. Perciò è un essere privilegiato per il suo lato criptico e segreto. Lo compresero gli Egizi che fecero del gatto una divinità … Il gatto conosce istintivamente i segreti del benessere e dell’armonia, infatti i monaci zen lo ritenevano capace di “mostrare la Via”. Gran parte delle sue eccezionali qualità dipendono dai sensi. Un udito super fino, un olfatto prodigioso, una vista che funziona anche al buio, sono “strumenti” talmente sofisticati da permettere a questo felino di “vedere” una realtà molto più ampia di quella che è alla nostra portata … (1) A parte quanto detto dai “testi esperti”, mi attira ed affascina proprio il porsi del gatto: libero e distante, non lontano, alla giusta distanza, momento per momento. Come ho sempre desiderato e voglio essere io.

Quello che se ne ricava è un esempio, un simbolo. Noi non possiamo essere come i gatti o certi altri animali, non abbiamo le loro spiccate capacità. Ne abbiamo altre che ci fanno diversi e ci contraddistinguono, che ci fanno esseri superiori agli animali.

Si tratta di metterle in campo, possibilmente per replicare le buone relazioni che già abbiamo con molti nostri animali compagni di vità. Come gli animali anche noi abbiamo un’anima, e, diversamente da loro, cani o gatti che siano, possiamo esserne consapevoli.

E’ poi interessante come certi animali ci possano essere d’esempio, offrendo alla luce del sole e gratuitamente modalità comunicative o relazionali che molti umani non sanno neanche da dove arrivino. Di recente ho potuto fotografare delle situazioni che sono a dir poco “educative”. (2) Infatti ci sono tra gli incosapevoli animali approcci del tutto “costruttivi ed efficaci” che come specie umana abbiamo deciso da tempo di accantonare.

Che fare, proviamo a ricominciare?

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Citazione: da brano web https://www.wired.it/attualita/politica/2021/02/06/animali-hanno-anima-chiesa-dibattito/

Immagine in evidenza: Gentilezza by Pixabay

Riferimenti testo: (1) https://www.mitiemisteri.it/simbologia-significato-degli-animali/gatto/ – (2) foto by GiFa 2022 Navigando sul Mincio


Venti opposti

Nessuno che sia sempre stato libero può comprendere il terribile fascino della speranza di libertà per chi non è libero.

E’ passato poco più di un mese dall’ultimo scritto, su questo blog. Un po’ mi è mancato lo scrivere, ma poi mi sono ricordato che è importante fare una pausa. Pausa che mi ha permesso di accelerare nelle mie letture. Non solo studio, documentazione, aggiornamento e lettura creativa. Ho desiderato e sono riuscito a leggere per il gusto di leggere. Ho proseguito nel riscoprire, come si può dedure dalle mie ultime uscite, certi classici già letti nell’adolescenza. Ho inziato a leggere una scrittrice da sempre a me cara Pearl S. Buck. Le sue storie sono sempre ambientate in Asia e raccontano i drammatici scontri fra generazioni che si sviluppano nelle famiglie cinesi o indiane di antiche tradizioni. Sono racconti e romanzi ambientati tra il 1930 e il 1950 che raccolgono quasi sempre il forte contrasto tra poli opposti (occidente e oriente, uomo e donna, modernità e tradizione, ricchi e poveri, democrazia e monarchia, ecc.). L’autrice riesce sempre a evidenziare per esempio quanto l’uomo e la donna possano avvicinarsi e integrarsi ma quanto siano distanti per formazione culturale, carta d’identità, pregiudizio e adesione religiosa. Lo stesso vale per gli altri poli. Guardando ai contesti, questi passano dall’apparente impossibile dialogo tra nuovo e vecchio mondo come dal perdurare di guerre di invasione tutte asiatiche (vedi il perenne conflitto Cina – India).

Immagine Wikipedia

La scrittrice, premio Nobel nel 1938 per la letteratura, mi ha sempre colpito con le sue opere, e ci riesce ancora. Rileggendola, oggi, mi sono trovato a ripercorrere moltissime tappe, scrupolosamente descritte minuto per minuto dai media, riguardanti la guerra in Europa. A volte pare un “copiaincolla”. I libri della Buck sono ispirati a vicende vere di quasi un secolo fa. Quella che viviamo oggi, molto simile ai resoconti che si trovano in quei libri, non è un romanzo, è una grande tragedia anche perché ci dimostra con il sangue di moltissime persone che come umani non siamo stati capaci di progredire veramente.

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Citazione: https://le-citazioni.it/autori/pearl-s-buck/

Immagine: P.S. Buck da https://it.wikipedia.org/wiki/Pearl_S.Buck#/media/File:Pearl_Buck(Nobel).jpg


Libertà che spinge il popolo

Ho domande che rimangono senza risposte o che cadono nel vuoto … Per esempio è ammissibile oggi essere estremisti di pacifismo come ci insegnerebbero alcuni valori di riferimento? E’ ammissibile credendo in certi valori che ispirano alla non violenza sostenere in qualsiasi modo l’armarmento per difendersi da chi ci colpisce? Come e perché essere neutrali?

Redoute

Ho timori e ho tanti tentativi di risposta e nessuna risposta certa. Ogni richiamo a personaggi del passato, penso a Kennedy oppure a Gorbaciov o ancora a Gandhi e a molti altri, mi porta a dire non tanto che erano tempi diversi, ma che erano leader diversi. I veri leader oggi – quelli che lavorano principalmente per la propria comunità mettendo a rischio la propria vita (come Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, i Dalai Lama, per dirne soltanto alcuni) e che puntano sul dialogo – non esistono più o almeno non si vedono nel presente oppure, se ci sono, sembrano essere inascoltati.

Pare abbiano più seguito, e lo sappiamo bene, gli inventori di fake, gli influencer, gli opinion leader in genere abili manipolatori delle genti, purtroppo per scopi che tendono prevelentemente ad avvantaggiare economicamente o per altre finalità se stessi. E poi quando arriva il grande “distruttore”, leader di morte e infatti, non ostante una diffusa incredulità, egli arriva, anche tutti i manipolatori gli si adattano immediatamente con una capacità che ha del sensazionale.

Ecco allora il fenomeno delle prese di posizione. Anche oggi succede con molta chiarezza, sotto gli occhi di tutti.

C’é chi vuole la pace e manifesta in modo esuberante perché sia la strategia vincente. Solo che chi ha provocato e iniziato una guerra non riceve la richiesta, anzi manda i missili. E quindi? Oltre a manifestare che si può fare?

C’é chi lotta per la libertà e per mantenere la propria democrazia per quanto imperfetta. Come si può dargli torto. Ogni azione tesa a difendersi dall’invasore non può essere criticata aprioristicamente.

C’é chi cerca pretesti utili per mantenersi sulla posizione del “penso per me” e questa è la via più facile e forse più diffusa. Vediamo come va a finire e poi vediamo che cosa ci conviene fare e da che parte stare.

C’é chi sfrutta le amare e tragiche conseguenze della guerra per speculare, per trovare tornaconti mai immaginati, sia economico-finanziari sia di consenso.

E le persone, esseri umani come noi, soffrono e muoiono, siano essi tra la popolazione che subisce l’invasione sia tra gli invasori.

Ma la cosiddetta libertà … non è un bene comune?

Guardando a tante storie passate ritroviamo ancora gli stessi tratti. Perché non vogliamo fermarci e pensarci su, per vedere se c’è una via d’uscita?

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[frammento]

Lei disse: Sapevo che sarebbe morto. Lui: Non potevi saperlo. Si vergognava della sua impazienza. Aveva affittato un elicottero che lo portasse più vicino possibile al confine, zona di guerra. Avrebbe voluto che piangesse, ma lei non piangeva. Non una sola lacrima era uscita dai suoi occhi un’ora prima, quando era andato da lei, con le lacrime che gli rigavano le guance e il telegramma aperto in mano. Lei lo aveva preso, lo aveva letto e poi aveva alzato gli occhi verso di lui da dove era seduta sola sulla terrazza, avvolta nel suo abito bianco. Mentre la fissava aspettandosi che scoppiasse in singhiozzi, la moglie era parsa solo rinchiudersi e i suoi occhi si erano fatti più scuri e più grandi. Gli aveva reso il telegramma e non si era mossa. Lui accese la radio per ascoltare le notizie. La voce del primo ministro entrò nella stanza. Parlava in inglese. In questo giorno decisivo ci troviamo a fronteggiare la più seria minaccia che mai ci sia venuta dalla nostra indipendenza in poi. Ma teniamo alta la testa e fronteggiamo questa minaccia. Abbiamo dietro di noi la forza di una nazione unita. Rallegriamoci per questo e applichiamoci al più grave compito di oggi, che è la difesa della nostra completa libertà e integrità e l’allontanamento di tutti coloro che commettono una aggressione al sacro nostro territorio. La bella voce tremò, si interruppe e poi proseguì. Invito tutti voi, a qualunque religione o partito o gruppo apparteniate, a essere compagni in questa grande lotta a cui siamo stati costretti. Ho piena fiducia nel nostro popolo e nella causa e nel futuro del nostro paese … Poi la voce tacque. Lui non aveva notato che la moglie aveva lasciato la stanza. Ora era ritornata … Lui guardò e si sentì raggelare il cuore. La circondò con le braccia e se la strinse al petto. Sentì la sua guancia umida contro la pelle nuda e, abbassando gli occhi vide che finalmente stava piangendo, con un terribile ritegno ma stava piangendo. L’inserviente volgeva loro le spalle perché potessero sentirsi soli. Poi, non riuscendo più a resistere, fu sopraffatto anche lui dai singhiozzi e corse fuori dalla stanza.

Citazione: by Diario 2022 di Gianni Faccin Gedi 2022

Frammento: by P.S.B. tratto da Mandala – Bur

Immagine: da arttrip.it/eugene-delacroix-pittore-biografia/


Ti tengo

… solo due parole

La guerra non è uno spettacolo che si guarda e si ascolta sul divano.                                                                          Se uno di noi sta sotto le bombe come succede alle sorelle e fratelli ucraini, possiamo dire solo due parole: ti tengo.
Che non vuol dire soltanto "io tengo a te", ma "ti tengo dentro di me", ti custodisco nel cuore e nel pensiero, e in ogni cosa che faccio io penso a te, perché chi ha occupato te e la tua terra con le armi ha invaso il mio cuore ...
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Fonte: by

Logo Rai Radio 1
Jack Folla, un dj nel braccio della morte – 4 marzo 2022

Immagine: by Pixabay


Wuhan

I gatti sono individui unici, con idee proprie su ogni cosa, comprese le persone che appartengono loro.

Gli hanno dato il nome di una città, divenuta nota non per le sue qualità ma per essere stata, così raccontano le cronache, l’origine dell’attuale pandemia. Wuhan, l’esteso capoluogo della provincia di Hubei, nella Cina Centrale, è un polo commerciale attraversato dal Fiume Azzurro e dal Fiume Han. Noi, qui, probabilmente non ne avremmo mai sentito parlare se non fosse stato per quello che stiamo vivendo e respirando ormai da due anni.

Quelli che “sembrano” essere i proprietari di Wuhan, si può mai essere proprietari di un animale tipicamente libero (!), hanno detto che quello è il suo nome, perché si è insediato da loro (?) all’inizio del contagio, quando pandemia non era ancora.

E anche lui non è ben chiaro da dove arrivi.

Sto parlando dell’ormai “gattone” che sembra essere di proprietà di qualcuno, ma che in realtà appartiene a tutti o a nessuno, anzi soltanto a se stesso.

Di chi sia o a chi appartenga, poco importa. L’impressione è che siamo noi ad appartenergli. Infatti per noi oltre ad una presenza costante è diventato un amico. Il nostro amico Wuhan.

Normalmente passa, osserva, cerca, rallenta e riparte, scatta poi si ferma e si accuccia lì dove si trova.

Sempre più spesso ci attende all’arrivo di un viaggio, oppure all’apertura di finestre e porte. Arriva improvvisamente e ci avvicina tentando di entrare in casa. Qualche volta ci riesce, entra da una parte e lentamente esce dalla parte opposta, se trova aperto. Prima però si liscia addosso a qualsiasi oggetto che incrocia. E prima di entrare con passo deciso chiede permesso, se ho interpretato bene quel suo tenero miao!

E qualcuno del posto ha detto che non è avvicinabile, pare sia aggressivo.

La cosa più bella che accadde ultimamente è trovarlo il mattino che sta ancora dormendo sul nostro tavolo in giardino. Ci avviciniamo, ma Wuhan non si scompone, alza il muso e ci guarda, poi si riaccuccia. Stamattina si è girato e rigirato cercando la posizione. Si è allungato sul tavolo vicino ad un vaso con delle mosse decisamente umane. Anche io faccio questi movimenti. Alla fine mettendo le zampe robuste, flessibili e morbide a mo’ di cuscino – trovando la “meglio posizione” – si è rannicchiato e ha ripreso il placido sonno, senza tanti problemi.

Gattone mio, sei proprio un bell’esempio. Relax in piena libertà. Ed è vero come disse qualcuno (1): i gatti occupano gli angoli vuoti del mondo. Quelli comodi. Impossibile guardare un gatto che dorme e sentirsi nervosi.

A domani Wuhan … Miao!

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Citazione by John Dingman

Fonti: citazioni varie in https://librieparole.it/

Foto by GiFa 2021 (ottobre): Wuhan in varie posizioni

Note: (1) detti di Marion Garretty e Jane Pauley

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Cucciolo …

… sei la cosa più bella che mi sia mai accaduta…

Non è per emozioni o pensieri. Non è per solo ricordo e conseguente ripensamento. Ma è per amore e visione. Per visione d’amore.

Non c’è altro da aggiungere. Il brano del mio cantautore preferito è troppo bello e significativo.

Vale sempre, di padre in padre. E’ dichiarazione d’amore e progetto di vita.

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Mio cucciolo d'uomo, così simile a me, 
di quello che sono vorrei dare a te
solo le cose migliori e tutto quello che ho imparato dai miei errori, 
dai timori che ho dentro di me.
Ma c'è una cosa sola che ti vorrei insegnare:
è di far crescere i tuoi sogni e come riuscirli a realizzare.
Ma anche che certe volte non si può proprio evitare
e se diventano incubi li devi sapere affrontare.
E se ci riuscirò un giorno sarai pronto a volare,
aprirai le ali al vento e salirai nel sole.
E quando verrà il momento spero solo di ricordare
che è ora di farmi da parte e di lasciarti andare.
Mio piccolo uomo, così diverso da me
ti chiedo perdono per tutto quello che
a volte io non sono e non so nemmeno capire perché.
Non vorrei che le mie insicurezze si riflettessero su di te.
E c'è una sola cosa che io posso fare: 
è di nutrire i tuoi sogni e poi lasciarteli realizzare.
Ma se le tue illusioni si trasformassero in delusioni
Cercherò di darti la forza per continuare a sperare
E se ci riuscirò un giorno sarai pronto a volare.

Eppure certe volte mi sembra ancora solo di giocare
alle responsabilità, alla casa da pagare.
Forse fra quarant'anni anche mio figlio mi domanderà
"Ti sembrava solo un gioco papà, tanto tempo fa".
E se ci riuscirò un giorno sarai pronto a volare
aprirai le ali al vento e salirai nel sole.
Ma quando verrà il momento spero solo di ricordare
che è ora di farmi da parte e di lasciarti andare.

Citazione: da Diario 2021 di Gianni Faccin – Gedi 2021

Immagine e premessa by GiFa

Versi: da Il mio cucciolo d’uomo di Eugenio Finardi da album Millennio 1991


Gatto RiGatto

…il gatto vuole essere solo gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda…

Gli animali furono imperfetti,
lunghi di coda,
plumbei di testa.
Piano piano si misero in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso: nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.
...

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Oggi scrivo ancora di gatti. Certe volte mi chiedo se – senza saperlo – io non sia un potenziale “gattaro”. In realtà mi piacciono i gatti, come anche altri animali, ma tendo sempre a mantenere con loro una rispettosa distanza, che sento “giusta”.

Orbene, sono molti i gatti e gattini che sono stati e sono ospiti a casa nostra. Abbiamo perso il conto. Ora c’é Gatto RiGatto, quello delle foto.

Lui è implacabile, sempre in movimento e in agguato. Ama giocare con i piccoli rettili, le lucertole in particolare. Ne troviamo tante alla fine dei giochi, immobili nel prato, perché già prive di vita.

Il gattone, ormai è grande e vaccinato (questa cosa non credo), fa di tutto per entrare in casa. Noi lo invitiamo a stare fuori, ma ciò non toglie che riusciamo ad avere con lui un buon rapporto anche se occasionale. E poi gli abbiamo dato un nome, Gatto RiGatto perchè viene – sparisce – torna – se ne va – ritorna.

Spesso è solo di passaggio, passa con agili balzi da una famiglia all’altra, guardandoci mentre attraversa il nostro ampio prato. Ci è capitato di vederlo girovagare nei campi davanti alla nostra abitazione, attraversare la strada e guardarsi attorno, sempre con grande calma.

Invece capita sempre più spesso, sarà l’età, che venga da noi a dormire sotto la pergola, all’ombra.

Non è il nostro gatto, ma è come lo fosse. E lui lo sa.

Quello che forse non sa è che sappiamo anche del suo orgoglio e della sua anima libera. Per questo lo intratteniamo, gli offriamo qualche coccola, gli parliamo. Ma lo lasciamo nella sua libertà.

Lui sa quello che vuole. Lui sì.

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Citazione e versi da Ode al Gatto di Pablo Neruda

Foto: by GiFa Schio estate 2021 – Gatto RiGatto

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Sub

Dalla nascita l’uomo porta il peso della gravità sulle spalle. Ma sotto la superficie dell’acqua siamo liberi.

In quegli anni si andava tutti insieme al mare. Qualche volta con la famiglia allargata e qualche volta solo noi tre, meno frequentemente.

Coppia affiatata con un figlio che cresceva a vista d’occhio.

Si riusciva ogni tanto a fare le vacanze senza presenze di altri, amici o parenti, trovando una dimensione intima e decisamente calda tra noi, perché andavamo d’accordo, anche se non su tutto.

Ma il mare non era più quello di un tempo, era un mare speciale, non vicino alla nostra laguna, anzi lontano, e famoso per le acque cristalline e la bandiera blu.

Era un mare che lambiva le coste di centro Italia o meridionali. Coste di regioni a noi poco note.

Fu in una di quelle volte, che imparammo una cosa inaspettata e decisamente straordinaria.

Partecipammo ad un corso breve di immersione subacquea.

Ci trovavamo in Puglia, alle Isole Tremiti, e i timori ci inchiodavano nell’aderire al corso.

Eravamo entusiasti ma assai intimoriti. D’accordo sapevamo nuotare, ma non eravamo dei provetti. E poi immergersi così non era da tutti i giorni.

La follia di fare una cosa fuori dagli schemi, un po’ estrema per noi, essendo neofiti, ci ha spinto a non escludere l’invito che gli organizzatori avevano rivolto ai turisti di turno. E successivamente ad aderirvi, perché non si può sapere ed apprezzare se non si prova.

Mia moglie decise di non partecipare, accontentandosi di fare nuoto di superfice usando maschera e boccaglio, con l’unico scopo di osservare il fondale marino e la rispettiva fauna.

Noi due invece andammo avanti, incoraggiandoci l’un l’altro. Dopo le lezioni di teoria, molto dettagliate ed interessanti, ci immergemmo guidati da una tutor molto brava e gentile.

Ricordo che, stando tra noi, ci teneva per mano perché voleva essere sicura della buona riuscita della prima esperienza in profondità.

Le bombole pesavano e facilmente ci accompagnarono a circa 20 metri sotto.

Fu bello e difficoltoso stare in equilibrio a quella profondità e contemporaneamente gustare quanto ci circondava e ci passava davanti agli occhi.

Fu anche triste ritornare in superficie, e nel contempo stupendo poter fare questa esperienza insieme. Non la dimenticheremo mai.

Fin qui la descrizione della circostanza.

In me rimane molto chiaro il ricordo di aver vissuto, per circa un’ora, quella sensazione di stare in una bolla quasi silenziosa in cui si potevano udire solo i nostri respiri collegati al respiratore e le bolle d’aria che venivano espulse. Era una bolla che sembrava un altro mondo, il cosiddetto mondo silenzioso (*) descritto da noti esploratori subacquei.

Che emozioni!

Ricordo la gioia di far parte di quella piccola spedizione, di poterlo fare insieme a mio figlio. Ricordo la paura che ci potesse succedere qualcosa e, nello stesso tempo, il senso di calma al pensiero che eravamo scortati da una brava sub.

A parte tutto ciò, il ricordo oggi più forte, molto gradevole, è quella sensazione di libertà per essere in profondità sotto la superficie d’acqua, poter vedere dei fondali bellissimi e sentire una piacevole distanza da tutto il mondo noto.

Non perché uno specifico allontanamento fosse necessario, ma per la possibilità di una pausa speciale, condita da aspetti di novità e di scoperta in un contesto naturalistico di prim’ordine.

Oggi non so ancora se provai soltanto io quelle emozioni e quelle sensazioni. Quello che so è che ritornando a fare “snorkeling” tutti e tre riprendemmo ad immergerci con una nuova consapevolezza.

Non soltanto nuotare, ammirare, esplorare, spingersi giù a scrutare da vicino, ma anche ricercare quella “bolla silenziosa” che può meglio contenerci, mettendoci in una situazione di calma in cui contattare le nostre emozioni primordiali, e ritrovare noi stessi.

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Auspicio: “possiamo presto tornare al mare e vivere le stesse emozioni”

Citazione: Jacques Yves Cousteau

Immagini: Pixabay – Immersioni subacquee I e II

Riferimenti: Il mondo silenzioso, J.Y. Cousteau – Frédéric Dumas – Oscar Mondadori (*)

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Sappi …

I’m on your side, sono dalla tua parte

Quando sei affaticato e ti senti inutile o piccolissimo. 
Quando vorresti piangere ma non riesci a farlo e ti senti bloccato, come fossi congelato dentro, sappi che io ci sono. 
 Ci sono sempre stato, anche quando non lo credevi possibile.

Quando le situazioni si presentano difficili, dure, a prima vista insuperabili e pare non ci sia nessuno ad aiutare o ad ascoltare, sappi che io ci sono.
Ci sono, come un ponte sopra acque tormentate.

Quando sei veramente giù, quando ti senti solo, quando ti pare di aver sbagliato tutto, quando desideri venga sera e poi la sera diventa difficile amare i pensieri e non riesci a dormire, sappi che io ci sono.
Ci sono, come un ponte sopra acque tormentate.

Quando viaggi e in auto ti senti un’isola, quando soffri e ti sembra che nessuno lo comprenda, quando devi ingoiare torti e tutto pare muoversi contro di te, quando ti sembra di essere fuori dal coro e invece ci sei dentro più che mai, e questo non ti consola, quando ti manca il respiro al pensiero di dover cambiare la tua vita, sappi che io ci sono.
Ci sono, come un ponte sopra acque tormentate.
Ci sono sempre stato, anche quando non lo credevi possibile.

Sappi che puoi partire se lo vuoi.
Fallo, non attendere oltre.
Il tuo momento è adesso. Fai brillare i tuoi desideri.
Io ci sono, come un ponte sopra acque tormentate.
Ci  sono, ma sto indietro e ti guardo le spalle.

Citazione da canzone di Simon & Garfunkel (vedi sotto)

Foto by Pixabay: Garzetta in volo libero

Testo di versi by Gianni Faccin, liberamente tratto da Bridge over troubled water di Simon & Garfunkel