Jean

… il topazio aiuta chi lo possiede a trovare il proprio scopo nella vita e ad avere una maggiore consapevolezza di sé e dei propri valori …

Jean, Janì, Gian, Gi, John, Giannino, Giovanni. Oltre al mitico Gianeti. Questi sono alcuni degli appellativi, sia diminutivi sia non, che ricordo di aver acquisito nel tempo. E sono tutti legati per derivazione dal più famoso Giovanni. Mi sono sempre sentito onorato di questa legame anche se non gli ho dato mai troppa importanza. Se da un lato mi è piaciuto talvolta giocare su alcuni miei appellativi dall’altro sono sempre stato attratto dal nome francese che Angela con massima dolcezza ogni tanto tirava in ballo: Jean!

Di recente, in occasione del mio onomastico, alcune persone mi hanno fatto notare che Giovanni, da cui deriva il mio Gianni, è un nome importante e che oltre a doverne andare fiero lo rappresento bene.

Questa cosa mi ha seriamente incuriosito. Dunque ho ripreso in mano le tracce di questo nome e ho trovato moltissime sfumature e moltissimi significati. Del resto ho sempre pensato che il nome che portiamo, che non abbiamo scelto, non ci è stato dato a caso come potrebbe sembrare in talune situazioni.

Tra le varie descrizioni ho trovato che il significato dall’ebraico è “dono del Signore o Dio è misericordioso”. Caspita, che responsabilità … Se si volesse abbinare una parola chiave questa sarebbe “frenesia”. Volendo abbinare un colore: il giallo o l’arancione; un numero: il cinque; e una pietra: il topazio. Da un punto di vista biblico, e questo è il mio caso, il santo è S. Giovanni Battista (24 giugno).

Ho trovato interessanti tutti questi collegamenti che voglio commentare.

Partendo dal santo, ho sempre pensato che Giovanni il Battista fosse una grande comunicatore, anche se il suo annunciare era come spesso si nota nelle immagini che lo rievocano la presentazione di qualcosa di importante e al contempo scomodo, in controtendenza. Questa della comunicazione è sempre stata un mio pallino. Forse perché fin da piccolo non mi era facile comunicare apertamente e dire chiaramente e in breve il mio pensiero.

La pietra ovvero il topazio. Beh è una novità, non l’avevo mai incontrato questo accostamento. Ma è anche interessante e mi piace. Si dice che sin dall’antichità questa pietra preziosa fosse attrattiva in quanto generativa di amicizia, generosità, coraggio e saggezza. Pare sia una delle migliori pietre per la connessione con il Divino. Molto adatta alla meditazione.

Il 5 o cinque. Altra scoperta: simbolicamente questo numero “rappresenta la molteplicità, il cambiamento, la mutevolezza e l’esplorazione sia a livello fisico che mentale. La sua collocazione centrale nella scala dei numeri da 1 a 9 fa in modo che la persona sotto l’influenza del numero 5 sia indirizzata costantemente alla ricerca di nuove mete. Il 5 simboleggia un nuovo punto di partenza verso la ricerca, le passioni e la fortuna. Attiva ed estroversa, la persona del 5 tende a bruciare le tappe per raggiungere i suoi obiettivi ma è anche portata a vivere nuove esperienze”. (1) Quel che è strano è il ricordo di quando ero ragazzo che a fronte di prove o difficoltà la numerazione a mente o l’immaginazione per farmi forza o darmi coraggio finivano sempre con il numero 5. Contare oltre era troppo, meno di 5 era troppo poco quasi che la cura non funzionasse.

Il colore. L’arancione è sempre stato un colore attrattivo per me, un colore che si distingueva da tutti gli altri che pure amavo. Oggi c’é una chiara tendenza per il giallo. Mia madre dice che è l’età anche su questo. In verità quando vedo i campi gialli di colza matura, i fiori gialli di certi cespugli, le rose gialle, i tulipani gialli, le fioriture di forsizie, i fiori del maggiociondolo mi fermo, ammiro e mi sento bene. Dicono che il giallo sia abbinabile al terzo chackra e che “sia simbolo della luce del sole ma anche della conoscenza e dell’energia, sia dell’intelletto che nervosa. In effetti il giallo ha la capacità di regolare la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa”. Inoltre, questo “colore agisce sul sistema digestivo e su quello epatico ma anche sulla vescica e la milza. I colori di tonalità gialla agiscono su diversi aspetti della nostra personalità e attitudini: in genere favoriscono l’estroversione e la capacità di concentrazione”. (2)

Una parola: frenesia. Quante volte nella mia vita lavorativa ed extra lavorativa, sia impegnata sia disimpegnata, ho sperimentato la frenesia. Quell’atteggiamento, che è un bisogno, di scatenarsi, di andare oltre, di aumentare il ritmo, di moltiplicare le sfide … per sentirsi vivissimi, mentre basterebbe sentirsi vivi. Credo che il giallo mi stia aiutando ad essere meno frenetico e a gustare di più ogni singolo momento. Infatti i sacri testi recitano: Chi predilige il colore Giallo è una persona estroversa che accoglie con gioia le novità ed è solitamente dotata di una fervente immaginazione. Chi preferisce il colore Giallo manifesta una vitalità a fasi alterne con picchi più o meno alti. (3)

E chiudo con il significato dall’ebraico su riportato: mi sento effettivamente un dono, soprattutto oggi che sono cresciuto. Un dono che per quello che può essere nella realtà di tutti i giorni sia capace a sua volta di fare dono …

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Citazione

Immagine: campo di colza by Pixabay

Riferimenti (1) (2) (3): da https://www.ilgiardinodegliilluminati.it/


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