Occhi+

Hai gli occhi più grandi della bocca …

La citazione è nota, ma per me l’autrice è mia madre, visto quanto me lo ripeteva.

E sul concetto c’è anche molto da dire.

Se fosse un nuovo prodotto o una nuova app, per effetto di una revisione anche soltanto estetica, si chiamerebbe occhiplus, meglio occhi+. Se fosse un nuovo software o programma televisivo occhipremium.

Invece si tratta di un fenomeno illustrato da un vecchio detto popolare, a me molto familiare anche oggi. Altro che gioco di immaginazione. E’ una frase che racchiude in sé integralmente situazione-immagine-desiderio, in una interpretazione, sia da parte di chi la pronuncia sia di chi se la sente rivolgere, che va oltre le battute, le definizioni e le denunce o i semplici aspetti descrittivi.

Non ci sono un titolo o un’esclamazione, c’è ben di più: proviamo a ripeterla ad occhi chiusi … Hai gli occhi più grandi della bocca.

A me non accade più tanto spesso, ma accade.

Mi ritrovo in situazioni nelle quali mi sento a mio agio, ma che mi riportano alla mente quella frase detta spesso un tempo da mia mamma, alla quale seguiva sempre un grandissimo sorriso, quasi a giustificare il misfatto.

E quale era il misfatto? Anzi quale è ancora oggi il misfatto?

Si tratta di situazioni in cui, trovandomi dinnanzi ad un piatto particolarmente appetibile, assalito da un certo languore, ma diciamolo non è veramente tale, e soprattutto da una certa spinta interiore che è più una pulsione, una voglia, mi ritrovo a aggredire il piatto e a mangiarne il contenuto con un approccio non stop.

Di solito la frase in evidenza è rivolta ad una persona che ritiene di avere un grande appetito e poi lascia nel piatto buona parte del cibo che ha voluto. 

Non è il mio caso, perché in alcune situazioni non abbandono assolutamente il cibo, anzi non disdegnerei per talune pietanze di accogliere bis e tris.

Qualche volta questo comportamento, se da un lato mi ha dato grandi soddisfazioni, dall’altro mi ha creato qualche malessere fisico.

Un po’ tale circostanza e un po’ l’essermi reso conto che si può esaltare la qualità a scapito della quantità, mi hanno reso più equilibrato nella gestione dei desideri personali.

Non ho ancora raggiunto un equilibrio perfetto, ma posso dire che il ricordo di quella frase mi aiuta a ricercarlo con il sorriso, immaginando i miei occhi di bambino che sono più grandi della mia bocca.

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Immagine: adattamento di foto di repertorio dell’autore


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