Si stava meglio quando …

Alla fine, ci pare fossero più favorevoli situazioni apparentemente molto peggiori di quelle presenti, di cui pure ci lamentavamo. 

Mah, non lo so. Certo è che il citato modo dire, proverbio o luogo comune che sia, mi sembra molto attuale. E non incide tanto il cambiamento che è intervenuto nei decenni, nonostante i dichiarati progressi umani e scientifici.

Siamo molto progrediti, su certi fronti, ma siamo tornati molto indietro per esempio per il cattivo uso della scienza e del progresso tecnico. E chi ci dovrebbe guidare fa a gara per arrivare per primo all’autodistruzione. L’io viene esaltato e il noi viene svalutato.

Di recente, nei miei raccoglitori ho rintracciato un piccolo trafiletto scritto in uno dei giornali italiani più importanti negli anni ottanta.

L’avevo tenuto perché, come tanti altri pezzi, mi aveva colpito, l’avevo lasciato lì e dimenticato, per poi essere … ritrovato dopo quarant’anni.

Il breve articolo evidenzia la proposta, accompagnata da un volantino, inviata al giornale da un americano, certo Charles G.

Oggi riprendo la cosa perché trovo sia utile alla nostra riflessione. In verità, alla mia riflessione, ma anche a quella di chiunque.

Il trafiletto spiega che il volantino inviato riporta la preghiera che ad ogni inizio di legislatura i rappresentanti del popolo del Wisconsin innalzano solennemente, e in coro, a Dio. Preghiera che dice: Dio onnipotente, salvaci dalla tentazione di guardare più alle prossime elezioni che alla generazione futura; di farci guidare più dagli interessi personali che dai principi, e di sacrificare i fatti, ancorché piccoli, alle parole, ancorché grandi. Guardaci dal fare del nostro partito più un fine che un mezzo per raggiungere il fine. E aiutaci a mantenerci indipendenti sia dalla tirannia delle maggioranze che dal terrorismo delle minoranze; e soprattutto a resistere agli adescamenti della più infame di tutte le prostitute: la demagogia.

Invece, la proposta conseguente è che i rappresentanti del popolo italiano adottino questo testo e ad ogni inizio di legislatura s’impegnino anche essi, con giuramento, a rispettarlo.

Ricordo che siamo negli anni ’80.

L’editorialista del giornale aggiunge lapidariamente quanto segue, e non solo in risposta a Charles, il lettore: “Crediamo che i rappresentanti del popolo italiano non farebbero difficoltà. Ma perché santo dio, dovremmo fornir loro l’occasione di aggiungere altre bugie a quelle che già dicono, altri spergiuri a quelli che già fanno?

Trovo che, circa quarant’anni dopo, questa contraddizione tra orientamento ai principi e allineamento agli ideali fondamentali da una parte, e pragmatismo dichiarato e ricercato dall’altra, sia stata portata agli estremi e forse oltre.

Di certo, quanto è espresso nella preghiera viene tutti i giorni pesantemente calpestato in primis da tantissimi dei cosiddetti rappresentanti del popolo, quali esaltati cacciatori di consenso.

Una riflessione utile è che non ci possiamo adattare a questo stato di cose.

Infine, ricordo e sottolineo che la parola succitata, demagogia, ha da tempo sostituito l’altra più alta, grazie alla quale abbiamo festeggiato il 2 giugno, ossia democrazia.

Demagogia, deriva anch’essa dal greco e nello sviluppo della Treccani, è la pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, specialmente economiche, con promesse difficilmente realizzabili. Il regime politico basato su tale metodo rappresenta la forma corrotta della democrazia o una simulazione di questa.

Teniamo conto di questo. Restiamo vigili, meglio ancora non adattiamoci come fa la rana bollita.

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Citazione: da Virgilio Sapere

Immagine: da Pixabay: Clker-Free-Vector-Images

Riferimenti nel testo: Treccani .it


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