Sognare, immaginare, navigare …

… capire che ciò che conta di fronte a tanta libertà del mare non è avere una nave, ma un posto dove andare, un porto, un sogno, che valga tutta quell’acqua da attraversare.

Può capitare che il sogno, l’immaginazione, la fantasia, si colleghino alla realtà. A me succede quasi sempre nei passaggi di stagione o, almeno e soprattutto, con l’arrivo della primavera e poi dell’estate.

E quando leggo brani come questo mi ci ritrovo dentro, immerso come in un oceano. E amo stare in navigazione.

Erano giunti nella dimora dell’Estate, donde essa ogni anno si parte per le terre australi. Durante il giorno il sole era un abbagliante disco di bronzo, col cielo livido e polito tutto intorno, e di notte i grandi pesci nuotavano in tondo attorno alla nave, seguiti da una scia di sinuosi fiumi di fuoco pallido. La prua tagliente scagliava lontano miriadi di diamanti in volo. Il mare era un lago rotondo dalle molli ondulazioni, teso in una epidermide di seta. Lenta, lentissima l’acqua nel fluire verso poppa e oltre imprigionava il cervello in una piacevole ipnosi. Era come guardare entro un gran fuoco. Non si vedeva nulla, e tuttavia solo con un grande sforzo si riusciva a distoglierne lo sguardo; e infine la mente scivolava nel sogno, benché si rimanesse desti.

C’è una pace negli oceani caldi che trascende il desiderio di comprendere. La meta non è più uno scopo, e il fine è solo di navigare, navigare, fuor del regno del tempo.

.

Citazione: da scritti di Alessandro D’Avenia (adattamento a cura dell’autore)

Immagine: Sunrise by Syaibatulhamdi of Pixabay

Testo riportato: da La santa Rossa di John Steinbeck (pag. 74) Oscar Mondadori 1975


Lascia un commento