Hibiscus: pianta perenne come l’Amore
Non so voi, ma a me capita spesso di osservare qualcuno o qualcosa e provare un sentimento profondo. Non solo osservando. Anche ascoltando o leggendo. Mi capita anche di cercarne la causa e di non trovarla. Almeno nell’immediato. Poi, con un po’ di buona volontà mi convinco di averla trovata o quasi.
Non mi piace fermarmi ai ragionamenti, se mi accorgo di essere troppo nel razionale sospendo tutto e attendo momenti migliori.
Diversamente, se riesco ad ascoltarmi in profondità non lascio scappare l’opportunità.
Non so se lo fate anche voi, ma io ricorro spesso alle immagini mentali, a volte a veri e propri video mentali. In pratica, mi faccio aiutare dai simboli. Provateci!
Sappiamo tutti, almeno spero sia così, che si definisce “simbologia” la disciplina che studia i simboli e i loro valori. I loro valori e significati, appunto.
Esiste poi il cosiddetto “pensiero simbolico”, se non lo sapete. Ed è una cosa che sa di psicologia e sembrerà strana, ma in realtà è qualcosa di molto utile oltreché reale.
Questo speciale pensiero è la capacità di figurarsi mentalmente qualcosa attraverso qualcos’altro. È un’abilità che porta a usare simboli, immagini e parole per pensare a concetti, idee o situazioni che non sono presenti realmente nell’immediato. Io lo scoprii quando studiai Jean Piaget che a sua volta studiò il gioco simbolico, nel sogno e nel linguaggio.
Orbene, mi sono trovato spesso – anche recentemente – a soffermarmi a osservare, senza che lo facessi di proposito, gli ibischi che si trovano nel mio giardino e in altri spazi di famiglia che frequento abitualmente.
Da mo’ sapevo del significato dell’ibisco, nel linguaggio floreale. Si tratta di un fiore che, soprattutto nel mondo orientale, viene spesso coltivato in giardino. È un fiore che è simbolo di benvenuto per chi viene a visitare la casa ed è spesso associato al buon augurio.
I miei ibischi presentano fiori bianchi, rosa e di un viola molto raro. Sono soprattutto quelli bianchi che mi attraggono.
Nell’osservarli mi fanno sentire qualcosa di particolare, di non sempre ben definito. Qualche cosa che ha che vedere con un senso di tenerezza e di sicurezza al contempo.
Che diamine avranno questi fiori per colpirmi in questo modo? – mi chiedo.
Mi dicono i soliti bene informati che un significato molto diffuso per esempio quando si regala un fiore di ibisco è quello legato all’amore.
Ma sì, dai! – come se regalare altri fiori belli non richiamasse qualcosa di amorevole. Approfondendo qua e là, in effetti, l’ibisco pare essere spesso considerato simbolo di armonia e di eleganza, ma anche simbolo di fragilità e di bellezza fugace, questo perché la pianta fiorisce di mattina e la sua fioritura dura solo un giorno.
Ecco, che per me, se vi interessa saperlo, l’ibisco, quello bianco in particolare, richiama in profondità significati intuiti a tratti, non sempre ben individuati, ma comunque oggi più prossimi alla consapevolezza. Mi sento portato alla autenticità e all’armonia che sviluppa bellezza, pur consapevole delle personali debolezze e della fugacità della vita.
A na certa, succede che l’ibisco, sì anche lui, continua a farmi da ponte tra ciò che è inconscio e ciò che viene finalmente a galla nella coscienza.
È sì un simbolo, d’amore.
Fantastico!
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Citazione e riferimenti testo: a cura dell’autore;
Detti: detti riportati in corsivo, correnti vari dialetti italiani o di nuovi usi di lingua italiana;
Immagine: Ibisco bianco by GiFa2025:
Modalità scrittura: adattamento sperimentale a forma colloquiale di J.D. Salinger (Il giovane Holden e Nove racconti – Einaudi ed.)